MESSINA – IL FALLIMENTO DELLA SMEB: ASSOLTA EX ASSESSORE REGIONALE ALL'INDUSTRIA NOE'

10 dicembre 2009 Mondo News

L’accusa nel giugno scorso aveva chiesto la condanna a due anni per la vicenda del fallimento Smeb, i cantieri navali di Messina, che trattò quand’era assessore regionale all’Industria della giunta Cuffaro. Ma ieri l’imprenditrice siracusana Marina Noè è stata assolta dall’accusa di abuso d’ufficio dai giudici della prima sezione penale del Tribunale con la formula «perché il fatto non sussiste». Non ci fu quindi abuso d’ufficio nella trattazione da parte sua, come assessore, del fallimento di uno dei più importanti e storici cantieri navali peloritani. È passata quindi la tesi della difesa sull’assenza di commistione equivoca del ruolo pubblico di assessore e del ruolo privato come imprenditore nel settore dei cantieri navali, così come avevano spiegato ieri a lungo i suoi due legali, gli avvocati Nino Favazzo e Giuseppe Rizzuti, ed è stata respinta la tesi opposta, dell’accusa, che vedeva invece una sorta di “inquinamento” tra i due ruoli, con l’incarico pubblico adoperato per favorire quello privato. I fatti sono un po’ datati. L’inchiesta risale al 2003 e venne aperta all’epoca dal sostituto procuratore di Messina Giuseppe Sidoti, uno dei tanti “rivoli giudiziari” a seguito del fallimento del cantiere navale Smeb di Messina. Nel luglio 2003 infatti la giunta regionale revocò, in anticipo di due anni, una concessione alla Smeb, che utilizzava una vasta area della zona falcata di Messina, lungo il porto, come bacino di carenaggio. Con la revoca, la curatela fallimentare delle Consortili Smeb non poté procedere all’esercizio provvisorio dell’azienda, venendo a mancare almeno un milione e mezzo di euro. Secondo l’accusa iniziale, che ieri però è “caduta”, l’ex assessore avrebbe dovuto astenersi, perché era tra le titolari della “Noè Cantieri Navali” di Siracusa che, fallita la Smeb, ottennero le commesse per la manutenzione delle imbarcazioni di Rfi e della “Caronte & Tourist”, cioè i traghetti che quotidianamente fanno la spola tra Messina e la Calabria. Era stata il pm Federica Rende nel giugno scorso a chiedere la condanna per l’ex assessore regionale. Anche le parti civili avevano formulato le loro conclusioni, associandosi a quanto richiesto dall’accusa: da un lato la Curatela fallimentare della Smeb, rappresentata dall’avvocato Daniela Chillè, che aveva chiesto un risarcimento di 2 milioni e mezzo di euro, dall’altro l’ex commissario dell’Ente Porto messinese Rosario Contiguglia, rappresentato dall’avvocato Alessandro Pruiti. Tornando al profilo dell’abuso d’ufficio contestato inizialmente della procura peloritana si sarebbe concretizzato perché la Noé avrebbe omesso di astenersi dal trattare il caso Smeb «in presenza di un interesse proprio e di prossimi congiunti». Attraverso la nomina di un commissario ad acta l’allora assessore revocò infatti con anticipo la concessione dell’area Smeb, che sarebbe scaduta nel 2005. Ma ieri i giudici hanno valutato la condotta dell’ex assessore regionale e non hanno ravvisato come sussistente il profilo dell’abuso d’ufficio. Nuccio Anselmo – GDS