TRUFFE A FINANZIARIE A MESSINA: ARRESTATI L'AVVOCATO ILEANA DE DOMENICO, MARIA ARRIGO E MARIA PUGLISI

11 dicembre 2009 Mondo News

Ventisette operazioni di una certo “spessore” con finanziarie, banche e uffici postali. Un movimento di denaro di migliaia di euro ricevuti e scomparsi nel nulla grazie a una lunga serie di carte d’identità false, buste paga false, bollette Enel false. E soprattutto la creazione attraverso questi documenti di una serie di personaggi, sempre donne, che in realtà non sono mai esistiti, ma sono entrati “in vita” solo il tempo di afferrare il denaro, poi scappavano via, tornavano nell’oblio dell’anagrafe. Ecco la clamorosa svolta nell’inchiesta aperta da tempo dalla Procura che ieri ha portato agli arresti domiciliari, su ordinanza di custodia siglata dal gip Giovanni De Marco, l’avvocato Maria Ileana De Domenico, 52 anni, Maria Arrigo, 49 anni, entrambe messinesi, e Maria Puglisi, 43 anni, originaria di Limbiate (Milano) ma da tempo residente a Messina. E anche al contestuale sequestro di una serie di conti correnti, oltre a numerose perquisizioni in studi professionali e abitazioni. Le tre indagate sono assistite dagli avvocati Giuseppe Carrabba, Massimo Marchese e Giorgio Italiano. Forse già domani verrano interrogate dal gip De Marco. E si tratta di una lunga e non certo facile indagine della Sezione di polizia giudiziaria della polizia e dei carabinieri della Compagnia Messina sud e della Stazione Arcivescovado, che hanno dovuto perfino pedinare con calma soprattutto la De Domenico, e poi effettuare una serie infinita di verifiche tra uffici anagrafe, enti pubblici, banche e finanziarie, per arrivare ad incastrare la “gang delle tre donne”. A tutte e tre l’accusa contesta l’associazione a delinquere finalizzata al possesso e alla fabbricazione di documenti d’identità falsi, alla contraffazione di timbri e sigilli di enti pubblici e uffici pubblici, alla falsità in atti e alla truffa. Il gip parla nel provvedimento di «attività illecite realizzate in maniera frenetica e continuativa». Qualche esempio. La “gang delle tre donne” tra il novembre del 2008 e il giugno del 2009 avrebbe creato le fantomatiche donne Maria Genovese, Rosaria Lucianetti, Giovanna Falletti, Maria Sansevero, Vincenza Mollura e Paola Caminiti, con carte d’identità tutte risultate poi false, e in alcuni casi rilasciate nel Nord Italia. Agli atti ci sono documenti prodotti a sostegno dei finanziamenti per fantomatici dipendenti dell’Azienda ospedaliera Piemonte, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Università di Messina, dell’Azienda osepdaliera Papardo e perfino del ministero delle Finanze. Con questi personaggi inesistenti sono stati riscossi finanziamenti e prestiti alla Unicredit Clarima Banca spa, alla Fiditalia spa, alla Citicorp Finanziaria spa Citifin, alla Deutsche Bank, e alla American Express per migliaia di euro. Ma il colpo grossa l’avevano tentato con la società finanziaria Pitagora, con un finanziamento erogato di ben 45.000 euro (che poi è stato restituito con due assegni, tanto che la società ha ritirato la querela). Proprio questo “colpo grosso” nel gennaio scorso mise in allarme gli investigatori. Questo primo caso è emblematico. La Pitagora si accorse che la tal signora Maria Genovese che s’era incassata il finanziamento di ben 45.000 euro non esisteva quando ricevette una dettagliata nota dal dirigente del settore personale del Piemonte, la dott. Elvira Amata, in cui si spiegava molto chiaramente che alle dipendente dell’ospedale non esisteva nessuna Maria Genovese. Gli investigatori accertarono dopo che sulla carta d’identità falsificata la foto incollata ritraeva in realtà l’avvocato Maria Ileana De Domenico. Da lì dopo mesi di lavoro fu ricostruita l’intera ragnatela. E molto probabilmente – scrive il gip De Marco –, ci sono ancora altri complici da individuare. Nuccio Anselmo – GDS