GRAZIELLA CAMPAGNA – LA RIFLESSIONE DI DAVIDE SCIMONE SULLA SCARCERAZIONE DEL BOSS GERLANDO ALBERTI: SAREBBE MEGLIO MENTIRE

12 dicembre 2009 Inchieste/Giudiziaria

Oggi sono 24 anni dalla sua morte.

A colpi di lupara l’hanno uccisa.

Avevo solo 17 anni.

Abbiamo lottato per ottenere giustizia.

Li avevano anche assolti.

Alcuni magistrati di quelli…

Poi finalmente in quell’aula abbiamo pianto.

Dopo più di vent’anni abbiamo ottenuto quello che sarebbe giusto attendersi da un paese civile.

Giustizia.

Oggi a Saponara è un pò festa.

E’ l’anniversario, il giorno della memoria, un giorno per sentirci più vicini nel ricordo di Graziella.

Il sindaco, le autorità, Fiorello, la messa e gli scout.

Certo ci saranno lacrime, ma anche la speranza che ciò che è stato interrotto, il procedere di una giovane vita, non si è fermato con quei cinque colpi.

Invece non è così.

Oggi che diremo alla gente in chiesa o al palasport che vogliono ricordare Graziellina?

Che diremo ai giovani boy scout che sfileranno con le candele accese?

Che diremo alla famiglia Campagna che non ha smesso mai di lottare?

Che a pochi chilometri da quelle strade, raffreddate da una leggera brezza autunnale, in una casa, su suo divano al caldo, siede l’assassino?

Che idea daremo di giustizia?

Per cosa dovranno lottare i nostri figli?

Gerlando Alberti jr. è a casa giusto per l’anniversario dell’omicidio commesso.

Ne prima ne dopo. Per un mafioso è il più alto riconoscimento.

A casa sua si festeggierà pure per la ritrovata libertà.

Ma noi qui allora ricorderemo Graziella Campagna e l’ennesima ingiustizia.

Ai nostri figli forse sarà il caso di dire una bugia.