LA RABBIA E LA SOFFERENZA DELLA FAMIGLIA CAMPAGNA: «Pensavamo di aver ottenuto giustizia dopo 24 anni. Invece…»

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IL PIANTO LIBERATORIO DEI FAMILIARI DI GRAZIELLA DOPO LA SENTENZA D’APPELLO (FOTO: DI GIACOMO)

«Sembra che qualcuno faccia in modo di farci soffrire nel giorno del ricordo di Graziella. E’ davvero impensabile ed assurdo aver saputo che sia stata accolta la richiesta dell’avvocato di Gerlando Alberti Jr. per ottenere i domiciliari». Con queste parole, Pasquale Campagna, fratello di Graziella, commenta l’assurda decisione di concedere i domiciliari ad Alberti Jr. Campagna era appena giunto in un albergo di Villafranca Tirrena, dopo che si era recato all’aeroporto di Catania per accogliere gli ospiti che oggi saranno presenti alla manifestazione di Saponara in ricordo di Graziella: gli attori Beppe Fiorello e Alessio Vassallo ed il regista del film “La vita rubata”, Graziano Diana. E adesso tutti si attendono una risposta, la più celere possibile, da parte della Giustizia italiana, a cominciare dal ministro Angelino Alfano per passare al presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Beppe Pisanu. «So – continua Pasquale – che il nostro avvocato, Fabio Repici si è immediatamente attivato affinchè lo Stato intervenisse celermente. A cominciare da quella ispezione ministeriale disposta dal ministro Alfano». Si legge negli occhi la rabbia di Pasquale Campagna. «Abbiamo atteso 24 anni – continua – per avere giustizia. Abbiamo assistito a storie assurde: dalla scarcerazione al rinvio della messa in onda del film, tutte decisioni prese a ridosso del 12 dicembre. Mia sorella è stata prelevata e uccisa con cinque colpi di lupara in faccia. Pensavamo che con la loro condanna tutto fosse terminato. E invece non è stato così». Sono senza parole anche gli ospiti della famiglia Campagna. «La notizia si commenta da sola – afferma Beppe Fiorello – sono indignato per questa assurda decisione. Credevamo che la vicenda giudiziaria fosse finita. E a quanto pare così non è stato. Io sono qui per tenere vivo il ricordo di Graziella. Non ho interpretato solo un film, ma per me è stata un’esperienza di vita e continuo ad essere vicino alla famiglia sia fisicamente che spiritualmente». Anche il regista Diana è rimasto sorpreso da questa decisione. «Sono qui per ricordare Graziella. Lo abbiamo fatto con il film che ha girato di diversi festival (Montecarlo, San Diego; ndc), continuamente trasmesso da Rai Sat e International, le proiezioni nei licei italiani e speriamo che la Rai possa prevedere al più presto una replica. Dalla Giustizia mi aspetto che si faccia garante». Adesso la famiglia Campagna attende risposte concrete e non vuole ripiombare nell’incubo, iniziato quella maledetta sera dell’11 dicembre 1985, quando Graziella non tornò a casa. «È ora che lo Stato – conclude Pasquale – dia risposte certe non solo a noi o agli italiani, ma prima di tutto a mia sorella. Alberti Jr. deve tornare in galera».