PROCESSO WHY NOT: La Merante annuncia la ricusazione del gup Abigail Mellace

18 dicembre 2009 Mondo News

«Chiederemo alla Corte d’Appello di voler accertare se nei fatti esistano gli estremi per la sostituzione del gup». L’avvocato Alessandro Diddi, legale di Caterina Merante e di Why Not outsourcing, ha annunciato istanza di ricusazione del gup Abigail Mellace nel corso dell’udienza preliminare a carico dei 98 indagati nell’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici. «In data 10 dicembre – chiarisce l’avv. Diddi in una nota battuta dall’agenzia Ansa – con un’anticipazione on line un settimanale ha pubblicato un articolo nel quale il giornalista portava alla ribalta fatti riguardanti il gup del processo Why Not». Da qui l’intervento di ieri. «Ho ritenuto doveroso – aggiunge l’avv. Diddi – chiedere alla dottoressa Mellace se quanto riportato nel pezzo giornalistico corrispondesse al vero. Il gup, tuttavia, non ha ritenuto – prosegue il legale – di fornire risposte, affermando che sarebbero già state fornite a superiori organi competenti. Non possedendo nessun altro strumento per verificare la fondatezza delle notizie e gli esiti degli eventuali accertamenti degli organi superiori non si può far altro che chiedere alla Corte d’Appello di voler accertare se nei fatti siano presenti gli estremi per la sostituzione del gup. L’ora tarda non ha consentito di presentare oggi (ieri, ndr) l’istanza di ricusazione che, richiedendo alcuni requisiti di forma, non si è potuta materialmente confezionare entro l’ora di chiusura della cancelleria, anche perché l’udienza purtroppo, è iniziata con oltre un’ora di ritardo rispetto all’orario previsto». L’istanza, che porterà la firma di Caterina Merante in qualità di indagata, sarà depositata presumibilmente oggi. L’udienza preliminare è proseguita ieri con l’audizione di Rocco Leonetti, indagato in qualità di dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria. Per Leonetti la Procura generale ha chiesto il rinvio a giudizio, in base al suo presunto coinvolgimento nelle irregolarità relative al progetto “Tristezza degli agrumi”, mentre a chiedere l’interrogatorio del dirigente era stato l’avv. Nicola Caratelli. Rispondendo alle domande dell’avvocato e del sostituto procuratore generale Massimo Lia, Leonetti ha negato ogni responsabilità nella vicenda, descrivendo il suo ruolo nella definizione delle pratiche regionali ed evidenziando la propria assoluta buona fede rispetto ai documenti che l’accusa pone come prova a suo carico. Successivamente si sono tenute le discussioni dei difensori di Domenico Lemma, Michele Montagnese, Luciano Vigna e Rosario Calvano. Per gli ultimi tre il pg Eugenio Facciolla, al termine della requisitoria, aveva già chiesto il totale proscioglimento (era contestato loro un solo capo d’accusa). Le arringhe difensive proseguiranno oggi ed il 14 gennaio, data aggiunta ieri al calendario già fissato del giudice. Nell’inchiesta Why Not le accuse contestate vanno complessivamente dall’associazione per delinquere, all’abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode nelle pubbliche forniture, peculato, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, istigazione alla corruzione, estorsione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, fino a contestazioni minori in materia di lavoro. L’inchiesta fu avviata nel 2006 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris e poi avocata dalla Procura generale di Catanzaro, conquistando la ribalta delle cronache soprattutto per il coinvolgimento dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata archiviata nell’aprile dello scorso anno, e dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, per il quale l’ufficio gip ha disposto l’archiviazione a fine novembre. Giuseppe Lo Re – GDS