IL COMUNE DI FURNARI SCIOLTO PER MAFIA: INSEDIATI DA IERI I TRE NUOVI COMMISSARI MINISTERIALI. 'NETTA DISCONTINUITA' RISPETTO ALLA PRECEDENTE GESTIONE AMMINISTRATIVA'

19 dicembre 2009 Mondo News

furnari

Si sono insediati nella tarda mattinata di ieri nel Municipio di Furnari, i tre componenti della Commissione ministeriale straordinaria, nominata con decreto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo scorso 4 dicembre, in sostituzione degli organi amministrativi del Comune di Furnari, consiglio comunale, sindaco e giunta municipale, sciolti per decisione del Governo nazionale per ingerenze e condizionamenti della criminalità organizzata. A guidare il Comune di Furnari per i prossimi 18 mesi, saranno il viceprefetto di Catanzaro dott.ssa Elena Scalfaro; il dott. Carmelo Marcello Musolino, viceprefetto aggiunto di Messina e il dott. Gino Rotella, direttore amministrativo contabile dello stesso ministero dell’Interno, in servizio alla Prefettura di Catanzaro. A ricevere i commissari, che ieri in mattinata avevano incontrato il prefetto di Messina Francesco Alecci dal quale hanno ricevuto l’augurio di un buon lavoro, è stato il comandante della locale stazione dei carabinieri, maresciallo Antonino Gringeri. Subito dopo i commissari, con a capo il vice prefetto Elena Scalfaro, hanno incontrato la segretaria comunale Antonina Spiccia e il sindaco rimosso, Salvatore Lopes. Dopo il passaggio delle consegne effettuate alla presenza dell’ex sindaco, è stato il turno dei cinque capi area del Comune che dirigono i servizi del palazzo municipale e da cui dipendono i 70 dipendenti dell’ente. I commissari hanno anche incontrato i responsabili della locale tesoreria comunale gestita dalla filiale del Monte dei Paschi. Subito dopo, ricevute le consegne, la commissione straordinaria si è messa al lavoro per esaminare il piano di intervento. Il vice prefetto aggiunto di Messina, Carmelo Marcello Musolino, ha subito chiarito che la Commissione inizierà con un segno netto di «discontinuità rispetto alla precedente gestione amministrativa». Il vice prefetto di Catanzaro, Elena Scalfaro, ha invece detto che «si è avuto un primo approccio conoscitivo con i capi area e con i dipendenti». La dottoressa Scalfaro confida nella collaborazione di tutti gli apparati per un lavoro proficuo per il bene collettivo. L’obiettivo che la commissione straordinaria si prefigge – è stato detto – è di razionalizzare la gestione e l’assetto della macchina burocratica in maniera democratica e questo, ha affermato il vice prefetto che guida la Commissione, «anche se si tratta di figure nuove rispetto agli organi elettivi». L’impegno dei commissari in questa fase – è stato ribadito – è quello «di traghettare nella più assoluta normalità e in maniera meno traumatica possibile, dall’attuale situazione a quella futura fino alle prossime elezioni e ciò con la speranza di avere risvolti positivi per la comunità che non deve essere penalizzata dal funzionamento della macchina comunale». Il decreto di scioglimento degli organi amministrativi del Comune di Furnari che ha portato al commissariamento dell’ente è stato emesso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e controfirmato dal Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Si tratta del D.P.R. del 4 dicembre 2009, registrato dalla Corte dei conti lo scorso 14 dicembre e per questo reso operativo solo avant’ieri, quando il prefetto di Messina Francesco Alecci lo ha notificato alla segretaria comunale. Lo scioglimento era stato deciso in prima istanza dal consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 27 novembre, durante la quale è stata accolta la relazione del ministro degli Interni, Roberto Maroni che aveva chiesto il provvedimento a causa di ingerenze e condizionamenti della criminalità organizzata nella vita amministrativa del Comune. Lo scioglimento degli organi amministrativi comunali è stato deciso a seguito dell’accesso agli atti da parte della commissione interforze presieduta dal vice prefetto di Messina Antonino Contarino e composta dal dirigente del Commissariato della polizia di Stato di Barcellona, il vice questore aggiunto Rodolfo Savio; dal tenente colonnello dei Carabinieri Luigi Bruno, comandante del Reparto operativo provinciale; dal comandante del Gruppo investigativo criminalità organizzata di Messina, il maggiore della Guardia di finanza Ugo Rabuffetti. I motivi dello scioglimento sono contenuti nella relazione finale stilata dalla Commissione e composta da 503 pagine. L’accesso agli atti amministrativi era stato sollecitato dalla Procura distrettuale antimafia al termine dell’indagine “Vivaio” nella quale sono emersi gli interessi manifestati dalla cosca mafiosa dei Mazzarroti capeggiata da Tindaro Calabrese per le elezioni amministrative del maggio del 2007. Leonardo Orlando – GDS