MESSINA, L'INCHIESTA SUL GIUDICE PINO SICILIANO: CI SONO ALTRI INDAGATI. SOTTO INCHIESTA PER CORRUZIONE IL PROF. TIGANO PER IL CONCORSO VINTO DAL FIGLIO DI SICILIANO E DALLA FIGLIA DEL PRESIDE BERLINGO'

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IL PROF. TIGANO

C’è dell’altro. L’inchiesta della Procura di Reggio Calabria su alcuni concorsi dell’Università di Messina e sul caso dell’ex procuratore aggiunto di Messina Pino Siciliano, indagato per concussione e per due tentativi di concussione, si allarga. Ed è destinata probabilmente ad espandersi ancora parecchio. Secondo indiscrezioni il sostituto procuratore Beatrice Ronchi, che è titolare del fascicolo dell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, avrebbe iscritto nel registro degli indagati numerose persone tra quelle coinvolte nella vicenda del magistrato, ipotizzando una serie di accuse che vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio. E anche per quanto riguarda il filone dell’inchiesta reggina che si occupa dei concorsi gestiti negli ultimi anni dall’Università di Messina ci sono da registrare nuovi sviluppi. Nei giorni scorsi il prof. Aldo Tigano, docente di diritto amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza, ha ricevuto un’informazione di garanzia in cui il sostituto procuratore Beatrice Ronchi ipotizza la corruzione, in relazione alla vicenda del concorso a 2 posti di ricercatore universitario di Diritto amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza. Un concorso che venne bandito nell’ottobre del 2005 e vinto – il decreto rettorale è del 12 febbraio 2007 –, dal figlio di Siciliano, Francesco, e Vittoria Berlingò, figlia di un docente, Salvatore, preside della facoltà. La delega per la consegna del provvedimento giudiziario e per sentire il docente, è stata affidata alla Squadra mobile di Messina, l’organo investigativo che si occupa sin dall’inizio di questa delicata indagine. Il prof. Tigano è già stato ascoltato dagli investigatori della Mobile nei giorni scorsi, è assistito dal noto avvocato Nico D’Ascola, del Foro di Reggio Calabria. Nel corso dell’interrogatorio il docente universitario messinese ha comunque formalizzato la sua volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere in questa fase dell’inchiesta. Questo fascicolo che riguarda il concorso per ricercatore di Diritto amministrativo a Giurisprudenza venne trasmesso dalla Procura di Messina a quella di Reggio Calabria nel dicembre del 2008 in relazione alla competenza ex art. 11 c.p.p., e il 26 marzo di quest’anno registrò una delega del sostituto reggino Beatrice Ronchi alla Squadra mobile di Messina, per un’acquisizione di atti nel nostro ateneo, che venne eseguita nel corso dell’intera mattinata. La posizione del prof. Tigano è legata alla sua nomina come presidente della commissione del concorso, avvenuta il 28 febbraio del 2006, ma che secondo la Procura reggina era in contrasto col fatto che il docente era «amico del procuratore aggiunto Siciliano e già professore della tesi di laurea di Francesco Siciliano». Il 23 giugno del 2006 il prof. Tigano scrisse una lettera al rettore Franco Tomasello in cui chiedeva di voler concedere una proroga «prima di dare avvio alle prove d’esame», poiché affermava di dover subire un intervento chirurgico, e corredò il tutto con un certificato medico. Su questo certificato medico la Procura reggina scrive: «… il predetto certificato medico era stato rilasciato – presso la clinica … di proprietà di … parente di Aldo Tigano –, sulla base della mera presentazione di esami ematochimici, dal dott. …, che non era medico curante del Tigano, che non aveva prima, né avrebbe successivamente, seguito il Tigano, né aveva prescritto una terapia, né sapeva se si era svolto l’intervento chirurgico»; ed ancora: «… agli atti dell’Ufficio del Personale presso l’Università degli Studi di Messina non risultava che il prof. Tigano, nel periodo compreso tra l’1/05/2006 ed il 30/09/2006, avesse usufruito di congedo straordinario o di aspettativa per motivi di salute». La vicenda ebbe poi altri sviluppi. Il 10 luglio il rettore Tomasello invitò il prof. Tigano con una nota «… a promuovere la sua sostituzione, quale docente interno, con altro docente», e il 24 luglio del 2006 «… il Consiglio di facoltà di Giurisprudenza, presieduto dal preside Berlingò, approvava la sostituzione, quale componente della Commissione giudicatrice del concorso per ricercatore di Diritto amministrativo jus/10 con Antonio Romano». La sostituzione ufficiale avvenne con decreto del rettore il 5 settembre del 2006. Quel concorso venne materialmente espletato dalla Commissione il 24 e 25 gennaio del 2007 con l’esame della documentazione e le due prove scritte. Un concorso «al quale partecipavano solo 2 (Francesco Siciliano e Vittoria Berlingò) dei 5 candidati». Entrambi venero poi dichiarati vincitori del concorso. Nuccio Anselmo – GDS