CONCORSOPOLI ALL'UNIVERSITA' DI MESSINA, LE PRECISAZIONI: «Il prof.Tigano ha presentato una memoria scritta». DALLA FACOLTA DI GIURISPRUDENZA: «Assoluta correttezza della procedura seguita»

22 dicembre 2009 Mondo News

Riceviamo e pubblichiamo dall’avv. Nico D’Ascola, difensore del prof. Aldo Tigano: «In primo luogo occorre precisare che il mio assistito è stato convocato presso gli uffici della Procura di Reggio Calabria dalla dott. Beatrice Ronchi per rendere interrogatorio, in data 14 dicembre, e non già dalla Squadra mobile di Messina, come erroneamente indicato nell’articolo. A Reggio Calabria, dunque, alla presenza anche di due componenti della polizia giudiziaria di Messina, il professor Tigano si è regolarmente presentato. Quest’ultimo, sebbene si sia avvalso della facoltà di non rispondere, ha cionondimeno presentato al pubblico ministero una memoria scritta. Memoria, questa, corredata da un ampio catalogo di documentazione medico-scientifica costituita da certificazioni, referti di esami radiografici e prescrizione di specifiche terapie, proveniente da una pluralità di professionisti messinesi e padovani, mediante la quale il professor Tigano ha inteso fornire il proprio contributo conoscitivo, dimostrando la fondatezza delle ragioni che lo avevano indotto a dimettersi da una commissione giudicatrice di un concorso per ricercatore universitario. Pertanto la memoria depositata ha consentito di rappresentare puntualmente al pubblico ministero che il mio assistito non ha partecipato alle procedure concorsuali in questione a cagione di una impossibilità obiettiva e documentata. Tutto quanto è stato fin qui riferito serve a fornire una completa conoscenza dei fatti, nonché le scelte difensive. Scelte che, peraltro, sono interamente a me ascrivibili proprio in quanto difensore di fiducia del medesimo».

DALLA FACOLTA DI GIURISPRUDENZA: «Assoluta correttezza della procedura seguita»

In una nota la facoltà di Giurisprudenza interviene sul caso del preside Berlingò, che si è di recente autosospeso: «La facoltà apprezza la sensibilità del preside, manifestatasi con l’autosospensione nell’interesse esclusivo della facoltà, nel momento in cui da alcuni organi di stampa è stata messa in dubbio la correttezza delle delibere di nomina dei componenti le commissioni giudicatrici di qualche concorso per ricercatore». «Al riguardo, la facoltà afferma l’assoluta correttezza della procedura seguita, che si rifà a una prassi costante secondo la quale viene designato presidente della Commissione il professore più anziano del settore disciplinare a concorso o, in caso di sostituzione, il professore immediatamente successivo in ordine di anzianità. Nessuna censura può essere quindi rivolta al preside, che la facoltà invita a ritornare sulla sua decisione, forse motivata da eccessivo scrupolo, e a riprendere al più presto le sue funzioni con il pieno appoggio che la facoltà ha sempre avuto modo di manifestargli».