BASKETTOPOLI – L'INTERVISTA ALL'ARBITRO LUONGO. DALLA SUA LETTERA HA PRESO VIA L'INCHIESTA: I SOGNI DIVENUTI REALTA'

23 dicembre 2009 Mondo News

COSENZA – “Non ritornerei mai più ad arbitrare. E’ amareggiato Vincenzo Luongo, ex arbitro della categoria B1 di basket, che in tempi non sospetti denunciò un’ingiustizia che subì personalmente. Lei inviò una lettera ai suoi superiori dicendo di aver fatto un “brutto bogno”. Alla luce delle intercettazioni sulla vicenda Baskettopoli, pubblicate da CO, il “brutto sogno” era reale? “Le cose che ho appreso leggendo le intercettazioni credo siano realmente accadute. C’erano da sempre voci di corridoio sulla vicenda. Sicuramente di quello che ho scritto non ho le prove. Posso solo dire che sono accadute a me. Bisognerebbe chiedere a chi indaga per capime dipiù”. Cosa era successo a lei? “Ho praticamente subito un torto nel 2006. Ho svolto in modo dignitoso il mio lavoro di arbitro di B1, ma un giorno per una questione tecnica ho avuto una discussione in pubblico con Garibotti (allora presidente nazionale degli arbitri di basket, ndr). Penso che questa cosa gli abbia dato molto fastidio. Gli arbitri, comunque, sono sottoposti a una tabella di peso, io ero fuori peso e mi fecero fermare. Si sapeva che questo era il modo migliore per mettermi fuori. Ma non prendevo voti perché non arbitravo: sono risultato tra gli ultimi sei in graduatoria e venni retrocesso. Sono sicuro che tutto fosse legato a quello scontro. Ma ha denunciato queste cose? “Informai la Procura Federale dicendo che quella retrocessione era un’ingiustizia. Mandai una mail a tutti. Ma nessuno mi rispose. Soltanto la Procura federale mi ha risposto dicendomi che il procedimento era stato archiviato. “Ha mai parlato con il procuratore federale Alabiso? “Sì, l’ho incontrato a Roma per spiegargli quello che era successo. E poi mi è arrivata una lettera della Procura che mi informava dell’archiviazione. Ma è vero che il procuratore le disse che avrebbe sentito tutti? No. Ma ritengo, anzi sono quasi sicuro, che alcune delle persone nominate nella mia mail non sino mai state sentite. “Ha mai assistito a telefonate tra arbitri e commissari, magari durante le trasferte, o nei palazzetti? Cosa si dicevano? A questa domanda non le posso rispondere. Mi piacerebbe farlo, ma non posso. Le risulta che alcuni dei suoi ex colleghi, che sarebbero stati sponsorizzati dal “sistema”, oggi dirigono in serie A e Lega due? In base alle intercettazioni che ho letto sul giornale si. Se le devo rispondere personalmente no. Continua a fare quei “brutti sogni”? “No, per me ormai è una cosa archiviata. Esiste solo mio figlio. Anche se Tola (l’attuale presidente degli arbitri, ndr) dovesse chiedermi di tornare ad arbitrare, non lo farei assolutamente. Ho perso la passione. Mi hanno ucciso due volte: la prima quando mi hanno retrocesso; la seconda quando ho letto le intercettazioni pubblicate che fanno emergere un sistema schifoso. Sono rimasto allibito”. MIRELLA MOLINARO – m.molinaro@calabriaora. it