PONTE, RIPARTE IL MONITORAGGIO CONTRO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA'

24 dicembre 2009 Mondo News

Un corposo dossier che censiva le aree interessate dagli espropri, sia sulla costa calabra che su quella siciliana, le imprese potenzialmentee fattivamente coinvolte, a partire dalla Impregilo, il monitoraggio dell’indotto. Gli investigatori avevano “fatto le pulci” a 3827 imprese siciliane e 2500 calabresi. Un lavoro enorme su tutto quel che ruota o potrebbe ruotare intorno alla realizzazone del Ponte sullo Stretto, nel tentativo di prevedere ed arginare l’infiltrazione degli interessi illeciti nei lavori. Visure, mappe catastali, allegati di stralci di indagini in corso. E’ il dossier stilato nel 2005 dalla Squadra mobile di Messina. Un altro tassello importante lo hanno fornito alcune conversazoni telefoniche intercettate dagli investigatori nell’ambito di diverse inchieste, e le dichiarazioni di rilevanti “testimoni di giustizia”. A cominciare dall’imprenditore Nino Giuliano, che parlando della parabola dei cantieri ex Smeb aveva chiaramente spigato che il mondo affaristico più o meno “pulito” si preparava ad acquisire le aree nella zona falcata in vista dei lavori del Ponte. Appetiti molto meno puliti sonostati messi in luce dalle corversazioni intercettate dal Ros dei Carabinieri nel barcellonese e dintorni: confermano con quanta puntalità le imprese mafiose guardano all’indotto creato dal Ponte e si siano organizzati da tempo per accaparrarselo. C’è di più: gli investigatori sanno anche delle manovre che, anche in vista di quei lavori, gli “ambienti grigi” stanno effettuando per blindare la pax mafiosa e gli equilibri illeciti e agire tranquillamente. Creando un ponte, stavolta metaforico, ancor più solido di quello sin qui esistente, tra barcellonesi e mafia siciliana e gli interessi dei calabresi. Un ponte che passa attraverso i così detti colletti bianchi e alcuni circoli massonici, e che ha delegato un professionista ben noto alle cronache. Intanto, l’Antimafia riparte dal dossier della Mobile, uno dei primi incartamenti sul tavolo del Comitato di Coordinamento di sorveglianza per le grandi opere, attivato al Viminale. Oggi il Comitato, con l’avvio dei lavori, ha ripreso a lavorare a pieno ritmo.

da normanno.it