PONTE SULLO STRETTO: LA PRIMA PIETRA E LE PRIME POLEMICHE. LE DICHIARAZIONI DI MATTEOLI, CIUCCI, WWF, BONELLI E DELL'ASSESSORE TRIPODI

24 dicembre 2009 Mondo News

Il ponte sullo Stretto si regge ancora sulle polemiche, ma da ieri lo scontro tra favorevoli e contrari avrà un motivo in più spargere sale sugli opposti scenari. Infatti, è stato aperto il primo cantiere per i lavori che faranno largo al pilastro della sponda calabrese. È una tappa di avvicinamento, visto che si dovrà sgombrare l’area di Cannitello dalla linea ferroviaria tirrenica, sciogliendo così le interferenze con il futuro cantiere della torre del ponte. L’operazione costerà 26 milioni di euro e rappresenta la prima fase del più ampio progetto di spostamento a monte del tracciato Battipaglia-Reggio Calabria, liberando circa 4 chilometri di waterfront tra Villa San Giovanni e Santa Trada. I lavori sono stati affidati al contraente generale Eurolink, aggiudicatario della gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. «Stiamo rispettando i tempi che ci eravamo assegnati – ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli – oggi partono con puntualità anche i primi lavori propedeutici al Ponte sullo Stretto e nel prossimo anno proseguiranno anche sulla costa siciliana. Si tratta di lavori indispensabili per avviare la costruzione del manufatto, ma necessari a prescindere dal Ponte. Un’opera per la quale sono stati compiuti tutti i passi necessari». Il ministro riprende i cavalli di battaglia dell’opposizione e ribalta gli orizzonti: «Il Ponte non sarà una cattedrale nel deserto, sarà invece una infrastruttura, unica al mondo, che genererà sviluppo, occupazione e crescita economica e che, a cascata, determinerà la realizzazione di altri interventi infrastrutturali necessari alla Calabria e alla Sicilia». Sulla stessa linea l’analisi di Pietro Ciucci – amministratore delegato della società “Stretto di Messina”: «È stato un anno decisivo per la ripartenza del ponte. Abbiamo superato, con il costante sostegno del Governo ed in particolare del Ministro delle Infrastrutture, tutte le problematiche dovute al blocco dell’opera del 2006. Abbiamo firmato gli accordi con le imprese, aggiornato e stipulato, con il concedente Ministero delle Infrastrutture, la Convenzione con allegato il nuovo Piano finanziario; due giorni fa è stato approvato l’aumento di capitale (900 milioni di euro) della società Stretto di Messina. Complessivamente ammontano a 2,5 miliardi di euro le risorse destinate alla Società per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina». La prima pietra di ieri, secondo Ciucci, rappresenta un giro di boa che introduce il ponte «nella fase realizzativa»: «Presto saremo in grado di avviare anche le prime opere propedeutiche sul lato siciliano. Nel frattempo, sono in corso le attività per la redazione del progetto definitivo che sarà nella seconda parte del 2010 sottoposto alle approvazioni di legge. Tra pochi giorni prenderanno inoltre il via anche le attività del monitoraggio ambientale, che comprende controlli e studi attenti su acqua, aria, fauna, flora. Si tratta di interventi che interesseranno un territorio di oltre 36 chilometri quadrati, pari a dieci volte le aree di cantiere del ponte». La prima “orma” del ponte ha messo in subbuglio il fronte contrario all’opera. Secondo il Wwf Italia «il Governo a Cannitello ha deciso di mantenere la falsa inaugurazione del ponte, fingendo di ignorare i tempi delle procedure autorizzative, che saranno perfezionate nel febbraio-marzo 2010, e l’esistenza del contenzioso con la Regione Calabria. Non vengono fatti gli interessi dei cittadini e dello Stato – prosegue la nota – ma di Impregilo. L’11 dicembre scorso è stato avviato il procedimento per definire le procedure di esproprio della variante ferroviaria di Cannitello. Da quella data, ricorda il Wwf, scattano i 60 giorni per la consultazione degli elaborati e l’invio di osservazioni da parte dei cittadini. Termine dopo il quale la Stretto di Messina spa perfezionerà l’iter, per un progetto definitivo di un’opera che, molto probabilmente, dovrà essere sottoposta anche alla verifica di ottemperanza per la Via (Valutazione d’impatto ambientale ndr), visto che il progetto definitivo è cambiato nel tempo». Il Wwf ricorda anche il braccio di ferro con la regione Calabria che il 9 dicembre scorso «ha impugnato di fronte al Tar del Lazio la Delibera Cipe 77/2009 sulla variante ferroviaria di Cannitello, presentando poi ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione tra Stato e Regione». Rincara da dose il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli: «Mentre in Italia un po’ di ghiaccio e di neve provocano il caos nei trasporti mettendo in ginocchio la rete ferroviaria e le autostrade, il governo ha avuto il coraggio di aprire il primo pseudo cantiere del Ponte sullo Stretto di Messina, opera inutile e dannosa per l’ambiente e per la quale ancora non c’è nemmeno il progetto definitivo. Il Ponte – aggiunge – è un vero e proprio schiaffo all’Italia che frana, a quella che ancora aspetta l’acqua potabile, ai tantissimi pendolari che viaggiano in treni non da paese civile». Su questa scia si inserisce l’intervento di Michelangelo Tripodi, assessore all’Urbanistica della giunta regionale calabrese, segretario calabrese e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno per il Pdci: «Il solito bluff. Ieri nella frazione di Villa San Giovanni, a parte qualche figura di secondo piano dell’Anas e dell’impresa appaltatrice, non si è visto nessuno e la tanto strombazzata posa della prima pietra per la costruzione del ponte si è rilevata un’autentica bufala. Non si capisce pertanto come e a quale posa della prima pietra si riferiscono l’amministratore della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli». Lo scenario tracciato da Tripodi fa da contraltare a quello previsto da Ciucci e Matteoli: «Non esistono i finanziamenti necessari per realizzarlo. Per quanto riguarda i lavori della variante alla linea ferroviaria di Cannitello – prosegue l’esponente del Pdci – va poi ribadito che l’opera era già stata programmata dall’attuale Giunta regionale con Rfi per lo spostamento a Sud degli attracchi degli imbarcaderi da e per la Sicilia. Il ponte è un’opera di regime che non verrà mai alla luce e che finora è stata caratterizzata solo dallo scandaloso sperpero di denaro pubblico». Nello schieramento del “no” anche il parlamentare del Pd, Nicodemo Oliverio: «Davanti alle difficoltà delle piccole e medie imprese, alla disoccupazione galoppante, arriva un gran bel regalo di Natale: i lavori della variante della linea ferroviaria di Cannitello di Villa San Giovanni spacciati come l’apertura del primo cantiere per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Che meraviglia». Secondo Oliverio «la portata del grande evento è dimostrata dalle presenze di esponenti del governo e della politica registrate oggi a Cannitello, cioè nessuna». Ieri si sono svolti i funerali di Franco Nisticò, stroncato sabato scorso da un malore dopo la conclusione del suo intervento alla manifestazione organizzata dalla Rete No Ponte: «Un corteo pacifico, colorato, festoso – sottolinea il centro sociale Cartella – costretto però a sfilare in una città militarizzata, ma senza ambulanza». Antonio Siracusano – GDS