LA PREZIOSA RIFLESSIONE DI PADRE ALEX ZANOTELLI: “UN NATALE IN-FAME?”, CONSUMISMO E CRISI IN UN EDITORIALE DI ‘MOSAICO DI PACE’

26 dicembre 2009 Inchieste/Giudiziaria

“Le immagini corredate di buonismo pubblicitario veicolano uno stucchevole equivoco man mano che si amplifica intorno a noi l’affanno degli uomini e delle donne del nostro tempo, a un anno dalla crisi economica e finanziaria che ha sconquassato il mondo, e ha reso persino più angusti gli spazi della giustizia su questa terra”: è uno dei passaggi dell’editoriale del numero di Dicembre di ‘Mosaico di pace’ (rivista mensile fondata da don Tonino Bello, diretta da padre Alex Zanotelli e promossa dalla sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace) tutto dedicato al forte contrasto tra il “Natale votato al consumo” imposto dai mezzi di comunicazione e la situazione reale di molti paesi ancora alle prese con gli effetti ignoti di una crisi economica e finanziaria che si cerca di archiviare, almeno a parole, in fretta. “Più passano i mesi, più si delinea il rischio che il terremoto della finanza mondiale sia l’ennesima occasione mancata, nuove e vecchie frodi di speculatori hanno ripreso la folle corsa verso gli utili – prosegue il testo, ricordando anche il recente vertice mondiale sull’alimentazione tenutosi a Roma – Mondo davvero in-fame il nostro. L’impegno della comunità internazionale a dimezzare la malnutrizione entro il 2015 ha prodotto finora solo il numero più alto di affamati dal 1970”. Riguardo alla situazione italiana l’editoriale di Mosaico di Pace scrive: “A casa nostra, la nascita di Gesù bambino ci coglie tramortiti da mesi in cui l’autismo della politica ha confezionato a ripetizione leggi – il pacchetto sicurezza, lo scudo fiscale, la privatizzazione dell’acqua, la legge sulla possibilità di vendere i beni confiscati alla mafia, il disegno sul processo breve – fatte su misura per il tipo antropologico dell’italiano furbo che va tanto di moda. Si ignora il bene comune, si impacchettano messaggi per convincere che la crisi sta alle spalle. Ma lo dice l’OCSE che il peggio per noi deve ancora venire. Lo dicono le incalzanti incognite delle famiglie ridotte al lastrico della disoccupazione. Lo dice la disperazione di operai arrampicati su gru e ciminiere per agire il diritto a esistere, ovvero quello di essere semplicemente raccontati nella frequente solitudine della difesa di un’azienda in attivo. Per troppi il Natale porterà fine di cassa integrazione ed esasperazione di precarietà. In Europa, entro il 2010 saranno licenziate 25 milioni di persone: dall’inizio della crisi, saranno saltati tanti posti di lavoro quanti se ne sono persi in un decennio con le crisi petrolifere”. Un riferimento particolare viene poi dedicato al clima anti-immigrati che si respira in troppe regioni del nostro paese: “Avvelenati dalla paura del domani accogliamo il Natale. Anzi, da ferventi cattolici, e in nome delle nostre radici cristiane, lanciamo per la nascita del Redentore una igienica operazione di pulizia etnica. Restituiamo candore di festa liberando paesi e strade dal nero di immigrati da stanare a uno a uno, sotto le mentite spoglie della cittadinanza attiva. Cittadinanza cattiva”. [CO]