IL BLUFF DEL PONTE SULLO STRETTO: CHI STA PAGANDO PER L'ATTRAVERSAMENTO STABILE? IL MERCATO? RISPONDE PICCHE…

27 dicembre 2009 Mondo News

MESSINA. A furia di ripeterlo, al ministro delle lnfrastrutture Altero Matteoli I’argomento è venuto a noia. ll ponte non costerà un euro di fondi pubblici, a farsene carico saranno i privati con il project financing, ha sempre detto il ministro. Dall’ultima riunione dell’assemblea degli azionisti della società

Stretto di Messina, presieduta da Giuseppe Zamberletti, però, la pensano diversamente. l soci hanno approvato un incremento di 900 milioni di euro sul capitale sociale della Stretto di Messina. Che si aggiungono ai 683 milioni in arrivo dall’Anas, ai 117 milioni di Rfi ed ai 23 milioni dalla regione Sicilia, che da parte sua ha preso impegno formale ad intervenire fino a 100 milioni di euro. ln totale, l’aumento di capitale fa lievitare la partecipazione pubblica all’opera fino al 40% degli oltre 6 miliardi di euro di investimenti complessivi previsti per la costruzione del ponte: ai 900 milioni recenti, infatti, vanno aggiunti i 306 milioni del dicembre 2003 (sempre di aumento di capitale da parte degli stessi soci) e lo stanziamento, fondi che erano in cassaforte alla Fintecna e che erano stati sottratti per ripianare la cancellazione dell’lci sulla prima casa. ln totale fanno 2,5 miliardi di euro, tutti pubblici. ll restante 60 per cento, assicura Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto, “sarà reperito tramite finanziamenti sui mercati nazionali ed internazionali deicapitali secondo lo schema tipico del project financing”. Per il momento, gli unici fondi che I’Anas incassa dalla finanziaria 2010 sono i470 milioni disponibili dal 2O12 e destinati alla sottoscrizione della quota di capitale della società Stretto di Messina. Ad esprimere le maggiori perplessità, cosa grave, è però il “mercato” che i miliardi di euro necessari alla costruzione del ponte dovrebbe scucirli. Secondo Mario Sarcinelli, presidente di Dexia Crediop, istituto che ha come core business proprio il finanziamento delle opere pubbliche (oltre 54,4 miliardi di attività totali consolidate nel 2007), il ponte sullo Stretto non è un’opera pubblica che al momento serve all’ltalia. “Le opere pubbliche necessarie all’ltalia sono i trasporti, ma tra queste non c’è, certamente, il ponte di Messina”, ha affermato qualche mese Sarcinelli a margine di un convegno. E quando si è ormai agli sgoccioli dell’avvio ‘formale” delle procedure che porteranrro al ponte sullo Stretto, ci si accorge che il piano finanziario è ancora un atto “riservato”, nonostante sia già stato approvato del commissario e nonostanteci sia già la presa d’atto del ministero delle lnfrastrutture e del Cipe. (A.C.)