LE MOLOTOV AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MESSINA: Si esaminano le immagini riprese dalle videocamere della zona

7 Gennaio 2011 Cronaca di Messina

Si attendono risposte dai filmati delle telecamere della zona, anche quelle della vicina stazione di servizio e dei negozi. E molto ci si aspetta anche dalle testimonianze delle persone informate sui fatti che in queste ore i carabinieri stano sentendo. Per ricostruire tutto. Dal canto suo il procuratore capo Guido Lo Forte ieri ha commentato così il secondo atto intimidatorio degli ultimi mesi “recapitato” a Palazzo di Giustizia: «Prima di fare qualsiasi commento attendo come sempre di conoscere i risultati degli accertamenti per valutare l’accaduto con maggiore obiettività. Per il resto, già come ho detto in precedenti occasioni, noi continuiamo a lavorare come sempre». Si lavora quindi per capire contesto, mandanti ed esecutori delle due molotov scagliate nottetempo contro una parete del Palazzaccio, quella che s’affaccia su via Porta Imperiale. Passano quindi attraverso le analisi dei carabinieri del Ris e le immagini delle telecamere di sicurezza ed esterne, le indagini. I carabinieri del Reparto operativo anche ieri sono tornati ad ascoltare le persone che avevano sentito in prima battuta per tentare di risalire all’epoca in cui sono state lanciate le due bottiglie che hanno annerito uno dei muri dell’ala sinistra del palazzo. Gli investigatori stanno anche esaminando le immagini delle telecamere esterne del palazzo, ma non sono le uniche che potrebbero avere ripreso qualcosa. Proprio sulla via Porta Imperiale, strada poco frequentata soprattutto di notte, di fronte Palazzo Piacentini, c’è un distributore di carburante dotato di impianto di videosorveglianza, che potrebbe aver ripreso immagini interessanti. Inoltre i carabinieri stanno acquisendo le registrazioni delle telecamere di alcuni negozi ed attività commerciali della zona. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare i risultati delle analisi dei Ris per chiarire il tipo di sostanza incendiaria utilizzata per confezionare le due bottiglie molotov. L’inchiesta aperta dal sostituto procuratore della Dda Fabio D’Anna attende quindi nuovi sviluppi che potrebbero aversi nelle prossime ore. L’area colpita si trova a pochi metri in linea d’aria dal giardino dove il 18 novembre scorso qualcuno aveva collocato una bomba dimostrativa. Mercoledì mattina poco prima delle otto si era accorto della “macchia nera” un rappresentante di alcune case editrici di testi giuridici che frequenta ogni giorni il tribunale. L’uomo si è detto sicuro del fatto che il giorno prima quella macchia non ci fosse, il che fa pensare che l’attentato è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì. Le due bottiglie incendiarie, ma potrebbero essere anche di più i contenitori lanciati, erano piene zeppe di benzina o liquido infiammabile con i classici stracci imbevuti per appiccare il fuoco. L’ala interessata dall’incendio ospita al primo piano gli uffici della Procura, al pianterreno gli uffici della Seconda sezione penale e al piano seminterrato gli uffici della sezione gip. Per pochi centimetri l’incendio non ha interessato una finestra in legno, il rogo con grande probabilità si sarebbe propagato all’interno del palazzo. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato già mercoledì mattina dal prefetto Francesco Alecci, ha deciso un’intensificazione della vigilanza nel corso di tutto l’arco delle 24 ore e la permanenza di una Volante della polizia giorno e notte per controllare Palazzo Piacentini. Il 18 novembre 2010 scorso uno degli addetti alla pulizia del giardino aveva notato una bottiglia collocata su una palma nella sinistra del Palazzo, proprio sotto la finestra dell’ufficio del procuratore capo Lo Forte. Era stato poi accertato che si trattava di un vero e proprio ordigno dimostrativo pieno di acido muriatico con tanto di cavi elettrici e batteria d’alimentazione. NUCCIO ANSELMO – GDS