PONTE SULLO STRETTO, RETE NO PONTE TORNA ALL'ATTACCO: «Nel progetto definitivo molte opere collaterali sono totalmente sprovviste di Via»

7 gennaio 2011 Cronaca di Messina

Dopo la “sospensione natalizia”, Rete No Ponte torna all’attacco e riprende la propria battaglia contro la realizzazione dell’opera. A qualche giorno di distanza dall’annuncio da parte della Società stretto di Messina Spa che le opere sulla sponda calabra connesse al ponte saranno realizzate dall’architetto di fama internazionale Daniel Libeskind (vedi articolo correlato), il movimento interviene con una nota criticando, criticando aspramente l’intera operazione. «Mentre calabresi e siciliani protestano per lo stato penoso in cui versano strade e autostrade e i sindaci dell’area ionica arrivano addirittura a minacciare le dimissioni di massa per lo stato di abbandono della statale 106 – si legge testualmente nel documento – il governo e la società Stretto di Messina spa rilanciano sulla progettazione del Ponte, come al solito, con nuovi annunci». «Così la lobby del Ponte, non contenta di avere già speso circa 420 milioni di euro – continua il comunicato – ovvero quasi 900 miliardi di vecchie lire, in propaganda e progettazioni che non hanno portato nemmeno ad un elaborato fattibile in oltre trent’anni, annuncia nuovi progetti disegnati da archistar. Forse incoraggiati dal pensiero che la popolazione si sia ormai completamente assopita, o forse sicuri di avere come interlocutori amministratori locali mediocri, burattini disponibili a barattare il nostro futuro in cambio di pochi e futili benefici. L’annuncio si è però ritorto come un boomerang proprio sul progetto del Ponte: negli stessi comunicati della società si legge infatti che del progetto definitivo fanno parte molte opere collaterali totalmente sprovviste di Via; questo mette in mora procedurale l’intero progetto definitivo, vanificandone l’iter amministrativo-burocratico». «Piuttosto che tentare di legittimare goffamente il ‘progettificio’ con nomi altisonanti – sostiene ancora la Rete No Ponte – crediamo che la lobby debba spiegare perché, per il progetto definitivo, sono stati allontanati consulenti e tecnici che realmente conoscevano il territorio e le problematiche ad esso connesse, ed ancora come intende affrontare i problemi legati alla non costruibilità, di tipo sismico, idrogeologico e di funzionalità realizzativa che, secondo gli stessi tecnici, si poteva provare a risolvere solo mediante profondi cambiamenti alla configurazione generale del manufatto».