MESSINA: "Cimitero della mafia". Si continua a scavare nella zona di Mazzarrà

9 Gennaio 2011 Cronaca di Messina

Mazzarà Sant’Andrea – Durerà ancora per molti giorni, forse settimane, la campagna di scavi intrapresa dagli inquirenti su ordine della Dda di Messina alla ricerca di vittime della lupara bianca i cui cadaveri sono stati occultati dalla mafia sul territorio di Mazzarrà Sant’Andrea e di altri due Comuni. Intanto si scava intensamente, senza soluzione di continuità, nell’alveo del torrente Mazzarrà dove venerdì, fino a tarda ora, l’escavatore dei vigili del fuoco ha operato sotto la luce delle fotocellule in dotazione ai pompieri. Nulla trapela dalle indagini. Osservando dall’alto, lungo la strada statale 185 per Novara, si notano a fondo valle gli operatori che stanno continuando a scavare ai margini del torrente, al di la di una strada arginale che costeggia il corso d’acqua. Gli scavi stanno durando più del previsto perché il torrente in quel tratto avrebbe subìto negli anni profonde modificazioni, sia per il materiale alluvionale trascinato sull’alveo dalle piogge, ma anche per l’azione devastante dell’uomo che da sempre sfrutta impropriamente il greto del Mazzarrà. Finora a riaffiorare dal sottosuolo sarebbero stati solo i corpi di due degli scomparsi, Natalino Perdichizzi di Mazzarrà, rapito e ucciso 13 anni fa, e Antonino Ballarino di Basicò, sequestrato e assassinato 18 anni fa. Si cercherebbero ancora i corpi di altre tre persone che sarebbero: Alberto Smecca, originario di Gela, e residente a Barcellona dove raccoglieva con il suo camion “ferro vecchio”, la cui scomparsa è stata denunciata il 9 aprile del 1992; Carmelo Grasso, inteso “Picuredda”, scomparso da Falcone il 10 aprile del 1995; e Salvatore Munafò, scomparso da Rodì Milici, il 3 giugno del 1997. Ma nella zona sono scomparse anche altre persone, come Domenico Pelleriti di Basicò del quale si sono perse le tracce dopo circa dieci giorni dalla sparizione di Antonino Ballarino, avvenuta il 23 marzo del 1993. Un’altra persona scomparsa nella zona e che potrebbe aver trovato sepoltura nel “cimitero della mafia”, potrebbe essere Alessandro Maio, scomparso da Rodì Milici il 15 febbraio del 1993. Al momento della scomparsa Alessandro Maio aveva appena 19 anni. Più volte la madre ha lanciato appelli. (l.o.)