LE CLAMOROSE RIVELAZIONI DI WIKILEAKS. UN FILE RIGUARDA ANCHE IL PONTE SULLO STRETTO: PER IL CONSOLE AMERICANO 'SERVIRA' A POCO SENZA STRADE E INFRASTRUTTURE'. 'LA MAFIA BENEFICIARIA SE VERRA' COSTRUITO'

13 gennaio 2011 Mondo News

Nuove rivelazioni che riguardano l’Italia su Wikileaks. Il sito di Assange ha pubblicato infatti alcuni dispacci inviati al governo americano da J. Patrick Truhn, console generale Usa a Napoli, che riguardano in particolare la lotta alla mafia e il Ponte sullo Stretto. In uno del giugno 2008, il diplomatico scrive che «miliardi di dollari stanziati dai governi dell’Unione Europea finiscono nelle mani delle organizzazioni criminali». «Anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata – è l’osservazione del diplomatico -, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale».

IL PONTE E LA CALABRIA – Nel giugno del 2009, il console americano analizza la situazione in Sicilia, dopo lo scontro politico tra Raffaele Lombardo e «il partito del premier Silvio Berlusconi». Facendo riferimento anche al Ponte sullo Stretto. «Servirà a poco – è la convinzione di Truhn – senza massicci investimenti in strade e infrastrutture in Sicilia e Calabria». Per Truhn, «la maggiore sfida allo sviluppo economico» siciliano «rimane la mafia, che potrebbe ben essere il principale beneficiario se il Ponte sullo Stretto di Messina, di cui si parla da secoli, venisse eventualmente costruito». In un dispaccio inviato il 2 dicembre 2008 che riporta anche un incontro con il governatore Agazio Loiero, il diplomatico americano scrive poi: «Se la Calabria non fosse parte dell’Italia, sarebbe uno Stato fallito. La ’ndrangheta controlla» infatti «vaste porzioni del suo territorio e della sua economia».

Wikileaks: Per gli Usa il Ponte sullo Stretto è utile alla mafia

Il ponte sullo Stretto di Messina “servirà a poco senza che vi siano massicci investimenti in strade e ferrovie” e potrebbe recare vantaggio soprattutto alla mafia che ne sarebbe “tra i principali beneficiari”. E’ quanto scriveva il console generale Usa a Napoli, J. Patrick Truhn, in alcuni documenti confidenziali, inviati a Washington tra il 2008 e il 2009, e pubblicati da Wikileaks in data 7 gennaio 2011 nella sezione dei documenti confidenziali. Il paragrafo sul ponte si intitola, ironicamente, “The Bridge to More Organized Crime”, “il ponte verso un crimine più organizzato”. Dura è la posizione del diplomatico Usa riguardo ai politici italiani che, a suo dire, “fanno poco” per combattere il crimine organizzato e non seguono l’esempio di gente come lo scrittore Roberto Saviano. “Quelli che lottano contro la mafia”, commenta Truhn, “hanno bisogno di essere considerati come dei modelli reali. E Saviano può ben essere su questa strada”. Secondo quanto scrive il diplomatico statunitense nel giugno del 2008, se “le forze dell’ordine, le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, in alcune zone del Paese, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale”. Ma, è l’analisi del console, anche la Chiesa cattolica viene “spesso criticata per non assumere” un forte impegno nella lotta contro il crimine e quei “pochi sacerdoti che lo fanno” finiscono per rischiare la vita e sono costretti a ricorrere alla scorta. Truhn è critico, infine, anche nei confronti del presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo. Il governatore, afferma il console in un cablogramma del giugno del 2009, “ha poco tempo per i funzionari stranieri e si è rifiutato di “ricevere sia l’ambasciatore Ronald Spogli che il personale diplomatico di Palermo”.