L'INCHIESTA – MARCELLO DELL'UTRI, UN SENATORE DAL PONTE: Appalti per i lavori sullo Stretto. Nelle intercettazioni un politico, un ex collaboratore del Caimano e i boss. All’incontro con Zappia, che mirava a recuperare un credito dagli Emirati Arabi per poi usare i soldi nell’affare del ponte, ha partecipato Paolo Pasini, legato a Marcello Dell’Utri ed ex collaboratore di Silvio Berlusconi

13 gennaio 2011 Inchieste/Giudiziaria

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Un amico ed ex collaboratore di Silvio Berlusconi assieme a “un senatore” misterioso incontrava – secondo quello che si legge nelle intercettazioni e nelle informative della Dia – gli uomini incaricati dalla mafia di entrare negli appalti del Ponte sullo Stretto. Siamo nell’estate del 2003, in un hotel 5 stelle nel centro di Roma si programma un incontro tra un pregiudicato per fatti di mafia, un avvocato di grido di Milano, il senatore innominato e l’ingegnere Giuseppe Zappia, cioè l’uomo che per conto di una delle più potenti famiglie di Cosa Nostra americana, il clan Rizzuto di Montreal, stava cercando di infilare 5 miliardi di dollari nei piloni del ponte. All’incontro con Zappia, che mirava a recuperare un credito dagli Emirati Arabi per poi usare i soldi nell’affare del ponte, ha partecipato Paolo Pasini, legato a Marcello Dell’Utri ed ex collaboratore di Silvio Berlusconi. Nelle telefonate intercettate, gli uomini del ponte definiscono così il politico innominato “questo senatore ha contatti con Abu Dhabi ed è amico dell’emiro da 20 anni”. Poi alla vigilia dell’incontro decisivo, definito “la tavola” con tanto di percentuali di spartizione, gli uomini del ponte parlano di un altro personaggio politico che sarebbe intervenuto in loro favore e che Zappia definisce così: “Potentissimo non è parte del governo, questo è il numero uno, numero due. E per evitare scandali in futuro non dovrà prendere un euro. Lui ha detto: vi dirò a chi dovere dare i soldi”. Pasini, un elegante settantaseienne dai capelli argentati e i modi raffinati, spiega al Fatto: “Sono stato interessato della questione come esperto di relazioni istituzionali per intervenire sul governo italiano al fine di recuperare il credito negli Emirati. Non c’era nessun senatore e nessun ponte. Di questa storia non so nulla”. La sua presenza in quell’albergo è il secondo infortunio per lui. Pasini assieme all’amica Daniela Palli e a Marcello Dell’Utri è stato intercettato nel 2004 dal pm di Palermo, Gaetano Paci, mentre cercava di aiutare Vito Roberto Palazzolo, condannato come cassiere dei Corleonesi, a risolvere i suoi problemi giudiziari. Inoltre Pasini metteva a disposizione di Palazzolo i suoi contatti nel mondo imprenditoriale e si proponeva di favorire – tramite Palazzolo – gli imprenditori italiani che volevano fare affari in Angola. Per l’attività di lobby “giudiziaria” è stato archiviato da pochi mesi. Per l’attività di lobby imprenditoriale invece, Pasini è tuttora indagato ma si prevede a breve la richiesta di archiviazione perché l’Angola non ha risposto alle rogatorie. A parte questi scivoloni, Pasini è un personaggio di livello. Per decenni è stato responsabile dei rapporti istituzionali di Assolombarda e nel 2001 Silvio Berlusconi lo ha chiamato a Palazzo Chigi come consigliere per la comunicazione. Nell’ottobre del 2002 è nominato amministratore della Arsenale Spa, partecipata dal Demanio e dal comune di Venezia. E quando il pm romano, Adriano Iasillo, nel 2003 intercetta le telefonate del direttore generale della Zappia International, Vincenzo Cannalire, che parla di Pasini e dei suoi contatti con i politici, la Dia non identifica il “tal dott. Pasini”. A fare il suo nome al telefono è Cannalire, così definito dalla Dia: “Nato a Francavilla Fontana nel 1942, residente in Milano in via Monte Rosa 19, pluripregiudicato per associazione mafiosa, riciclaggio, ricettazione, controllato a Milano, nel giugno 2001, in compagnia di altri soggetti pregiudicati, tra i quali, tale Prati Giuseppe, del 1950, pregiudicato per associazione mafiosa”. Cannalire era finito nel mirino dei pm palermitani alla fine degli anni Ottanta per la finanziaria Intercafim, con sede nel palazzo di via Monte Rosa 19 a Milano. Lo stesso palazzo nel mirino della polizia nel 1983 quando indagava sugli affari Palermo-Milano dello stalliere di Arcore, Vittorio Mangano. In questa seconda inchiesta era indagato Vito Rizzuto, proprio il padrino italo-canadese del Ponte. Nonostante i suoi precedenti, Cannalire riesce a portare Zappia nello studio dell’avvocato Cinzia Sarni, che curerà gli affari dell’ingegnere del Ponte. “Lo portò il giovane collega di studio, Stefano Pillitteri” spiega la Sarni che non ha incassato un euro dall’incarico come il suo ex socio. Stefano Pillitteri, consigliere e assessore del Comune di Milano, in quota Pdl, figlio dell’ex sindaco socialista Paolo, spiega: “Cannalire era un amico di mio padre e non sapevo fosse stato processato per mafia mentre Zappia era un comune imprenditore”. Fino a quando nel febbraio 2005 l’ingegnere è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa (tre anni e mezzo di condanna nel 2010) e turbativa d’asta per la gara del Ponte (assolto). Nell’estate del 2003 l’ingegnere sembrava lo zio d’America. “Io faccio il ponte perché ho organizzato 5 miliardi di euro tanto tempo fa”, si vantava con l’avvocato Sarni. I soldi dovevano venire proprio dall’incasso del credito negli Emirati Arabi. Don Vito Rizzuto era informato dell’evoluzione come se fossero soldi suoi. Secondo Cannalire, i politici erano fondamentali per convincere gli emiri a pagare. E per questa ragione era stato organizzato l’incontro romano del giugno 2003 con il senatore. Cannalire spiegava: “Il senatore sta dietro Pasini e vogliono mangiare quando lei recupera”. Chi è il senatore misterioso? Cannalire non è stato interrogato né indagato. Il suo nome è uscito sui giornali solo quando è stato accusato di avere rubato il nome e l’immagine dell’attore George Clooney. Nessun investigatore ha mai posto una domanda sul senatore a Paolo Pasini o a Cinzia Sarni. Al Fatto entrambi hanno risposto di non ricordare nulla.

MARCO LILLO – da Il Fatto Quotidiano del 12 gennaio 2011