L'INCHIESTA 'EOLO': Rimessi in libertà il sindaco di Raccuja Cono Salpietro e gli imprenditori Michele e Leo Tripoli

14 gennaio 2011 Cronaca di Messina

Attenuate le misure restrittive a carico del sindaco di Raccuja Cono Salpietro e dell’imprenditore Michele Tripoli. Lo ha deciso il gip di Patti Onofrio Laudadio, che ha rimesso in libertà i due disponendo per entrambi il solo obbligo di firma alla Stazione dei carabinieri di Raccuja. I due si trovavano agli arresti domiciliari dall’8 ottobre scorso, quando furono raggiunti dalla misura cautelare firmata dallo stesso gip su richiesta del procuratore di Patti Rosa Raffa, che ha coordinato due distinti filoni d’indagine che riguardano la costruzione del Parco eolico nel piccolo comune nebroideo. Il sindaco, dopo l’arresto, era stato sospeso dalla carica per tutta la durata della misura restrittiva e in questo periodo è stato sostituito dall’assessore anziano Totò La Cava. Il provvedimento del gip ora consente a Salpietro di riprendere il suo posto alla guida dell’amministrazione comunale. Il gip Laudadio nei giorni scorsi si era già pronunciato su un altro caso, eliminando invece l’obbligo di firma per un altro degli imprenditori indagati, Leo Tripoli, che adesso è completamente libero. I tre sono assistiti dagli avvocati Carmelo Occhiuto, Alessandro Pruiti e Giovanni Mannuccia. L’operazione “Eolo” aveva preso il via nel marzo del 2009 da una denuncia di un imprenditore di Gioiosa Marea estromesso improvvisamente dai lavori di subappalto per la realizzazione dei lavori di movimento terra per la realizzazione di un campo eolico fra Raccuja, Ucria e Floresta. Da qui partivano le prime indagini che portavano alla scoperta della trasformazione di una impresa cooperativa, la M.T.P. di Raccuja composta dai soci Leo Palazzolo, Michele Tripoli, Calogero Manera, Leo Tripoli e Riccardo Palazzolo. Non avendo però quest’ultima i requisiti tecnici ed economici per contrarre direttamente con la società “Maltauro”, i lavori venivano affidati alla Astone Costruzioni che cedeva quindi alla M.T.P. gran parte delle opere da realizzare. Sullo sfondo anche alcune vicende politiche locali che portavano al ribaltamento di alcune posizioni all’interno del consiglio comunale dove il sindaco rischiava di restare in minoranza. L’inchiesta si era conclusa con l’arresto di Salpietro e degli imprenditori Michele Tripoli e Giuseppe Astone (già rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame). Secondo gli inquirenti il sindaco avrebbe abusato della qualità e dei suoi poteri per costringere l’impresa incaricata di costruire il parco eolico a rescindere i contratti con le ditte di fiducia per assegnare i lavori in subappalto all’impresa “Astone Costruzioni” che li ha poi ceduti in parte alla società “M.T.P.” di Raccuja (gestita da Michele Tripoli). La seconda accusa è collegata invece allo spostamento di una torre sul terreno di proprietà della cognata del sindaco. Per questo episodio Salpietro è indagato per concussione assieme al fratello Carmelo. Lo spostamento voluto dal sindaco, secondo gli inquirenti, sarebbe stato giustificato con motivazioni pretestuose.