MAFIA: GIRO DI USURA A MESSINA. SGOMINATA BANDA. USURA CON TASSI FINO AL 300%. MARESCIALLO CC TRA GLI INDAGATI

18 gennaio 2011 Cronaca di Messina

MESSINA – Avevano messo su un’organizzazione criminale che prestava denaro chiedendo interessi fino al 300 per cento l’anno: le vittime se non restituivano i soldi venivano minacciate e picchiate. A finire in manette sette persone, accusate a vario titolo di usura, estorsioni e circonvenzione di incapace. Tra gli arrestati anche un noto avvocato e un affiliato del clan Mangialupi di Messina. I provvedimenti cautelari sono stati firmati dal gip Daria Orlando su richiesta dei sostituti della Dda Angelo Cavallo e Fabrizio Monaco.

IL PICCHIATORE DEL CLAN – A capo dell’organizzazione criminale che a Messina praticava tassi usurai ed estorsioni con un giro di milioni di euro c’era Nunzio Venuti, pregiudicato. Venuti aveva uno studio dove accoglieva le vittime alle quali diceva di essere avvocato e perito assicurativo pur non essendo né l’uno né l’altro. L’uomo si avvaleva di una persona che gli procacciava le vittime, Mario Ungaro, che trovava per lui chi aveva bisogno di soldi. In cambio Venuti dava ad Ungaro dei soldi o dei video pornografici che realizzava lui stesso. Le vittime dell’usura erano costrette anche a pagare interessi mensili che andavano dal 20 al 30% fino a raggiungere a causa dei continui incrementi dal 240 al 360% di interessi annui. Se le vittime non pagavano venivano minacciate e picchiate da Bendetto Aspri, esponente del clan Mangialupi di Messina e amico di Venuti.

L’AVVOCATO, DA VITTIMA A USURAIO – I soldi dell’usura venivamo poi gestiti da Mario Ungaro e da Felicia De Salvo che riciclavano il denaro attraverso attestazioni fittizie di assegni e titoli. Ma anche un altro indagato Gaetano Vento, cognato di Venuti si intestava dei beni. Tra le vittime dell’usura c’era anche l’avvocato Tommaso D’Arrigo che per poter ripagare gli usurai, avrebbe deciso di mettersi in attività con loro. L’avvocato avrebbe poi anche raggirato, insieme ad un altro indagato, Lorenzo Bilardo, il docente universitario Placido Migliardo. Quest’ultimo difatti non era più in grado di intendere e di volere e D’Arrigo era riuscito a farsi dare il bancomat dal docente e ogni giorno prelevava fino a 1000 euro per pagare i suoi debiti agli usurai. D’Arrigo, infine, sarebbe anche riuscito a farsi consegnare la liquidazione del professore che ammontava a 121 mila euro. Il presidente nazionale dell’associazione antiracket e antiusura italiana, Pippo Scandurra, appresa la notizia ha dichiarato: «Mi complimento con il questore Carmelo Gugliotta per la brillante operazione. Siamo vicini alle vittime che possono rivolgersi a noi per avere aiuto in qualsiasi momento. Difatti, con la legge antiusura è previsto un fondo per chi ha subito le angherie di questi cirminali: invitiamo sempre tutti a non rimanere succubi e a denunciare questi episodi». Gianluca Rossellini