La Dda chiude il caso Cunsky: L'inchiesta sulla 'nave dei veleni' in rotta verso l'archiviazione

21 gennaio 2011 Mondo News

L’ultima consulenza è stata depositata ieri. Un rapporto che il procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo e l’aggiunto Giuseppe Borrelli attendevano prima di chiudere definitivamente l’inchiesta sulla “Cunsky”. Un fascicolo destinato a finire in archivio perchè la notizia di reato è risultata infondata. La “Cunsky” non è sepolta nei fondali al largo di Cetraro. Il relitto che giace nel Tirreno è, invece, il piroscafo “Catania”, silurato nel marzo del 1917. Era stato il pentito Francesco Fonti, nel corso d’un interrogatorio a Milano, a rivelare al pm antimafia Vincenzo Luberto, il 21 aprile del 2006, a svelare d’aver personalmente partecipato all’affondamento di un battello nel mare di Cetraro. Un natante carico di rifiuti radioattivi colato a picco con una carica di esplosivo portata a bordo grazie ad un motoscafo fornito a lui ed a un complice, dalla cosca locale. Fonti, in occasione della deposizione resa al pm Luberto, riconobbe pure tre persone con cui ebbe contatti e dalle quali avrebbe ricevuto appoggio nella cittadina del Tirreno per portare a termine la sua delicata missione. Si trattava di: Franco Muto, 69 anni, di Cetraro; Scipio Marchetti, 45, di Belvedere Marittimo e Delfino Luceri, 50, di Cetraro. Quegli atti innescarono l’inchiesta della magistratura ordinaria di Paola. I reati contestati erano di disastro doloso e avvelenamento di acque in concorso. Secondo il pentito, Muto, Luceri e Marchetti gli avrebbero fornito il motoscafo utilizzato per recuperare l’equipaggio della “Cunsky”. Personale che sarebbe stato successivamente imbarcato su un treno diretto a Nord. Per l’assistenza fornita, i presunti esponenti della cosca di Cetraro sarebbero stati retribuiti con duecento milioni di lire che Fonti avrebbe versato in contanti. Dopo il rinvenimento del relitto, il fascicolo venne trasmesso per competenza alla Dda di Catanzaro che adesso si prepara ad archiviare. Il caso “Cunsky” è definitivamente chiuso. Giovanni Pastore – GDS