PATTI (MESSINA) – Domani l'interrogatorio dell'ortopedico Carianni: Il primario arrestato con altre tre persone nell'inchiesta per le forniture di protesi agli ospedali "Barone Romeo" e di S. Agata Militello

23 gennaio 2011 Cronaca di Messina

Prenderanno il via domani gli interrogatori delle quattro persone finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta di forniture di protesi agli ospedali di Patti e Sant’Agata di Militello. Il dott. Sabatino Carianni, primario del reparto di ortopedia dei due nosocomi, difeso dall’avv. Francesco Marasà, e Giuseppe Librizzi, rappresentato dall’avv. Giuseppe Mancuso, saranno i primi ad essere sentiti in merito alle contestazioni avanzate dalla Procura della Repubblica di Patti. I legali dei due indagati dovranno tentare di smontare il quadro accusatorio basato su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali ottenute attraverso una microspia piazzata sull’autovettura Nissan X di proprietà della “K Multi Lease srl” di Trecastagni (Ct) che fa riferimento agli altri due indagati Fabio Moschetti e Stefano Privitera, entrambi di Catania. I due etnei sono anche legati alla ditta “Ortho Kronos srl” che ha fornito ai due ospedali messinesi le protesi ortopediche. Per Carianni l’accusa principale è quella di aver orientato gli acquisti di materiale da parte dell’azienda sanitaria presso la ditta catanese ottenendo in cambio notevoli vantaggi economici. Benefit che, secondo l’accusa si sono concretizzati nell’assunzione di un autista, nella fornitura dell’autovettura, nel pagamento del carburante e del pedaggio autostradale, oltre al 5% di provvigione su ogni protesi acquistata (l’ospedale ha fatturato, tra il 2003 e il 2007, attrezzature ortopediche dalla “Ortho Kronos” per quasi quattro milioni di euro) ed una lunga serie di rimborsi per spese sostenute durante viaggi. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura di Patti carte di credito e conti correnti, formalmente intestati a Giuseppe Librizzi o alla figlia Antonella sarebbero stati di fatto a disposizione del primario orlandino. Con questi sarebbero stati pagati viaggi, ristoranti, alberghi, persino riparazioni meccaniche. Dal nutrito elenco fornito dagli investigatori si va dal ristorante milanese all’albergo di Napoli e Roma, al Grand’Hotel di Bologna, dall’officina Jaguar di Messina, dove sono state pagate riparazioni alla vettura personale di Carianni, al costo di viaggi, ai biglietti aerei o ai numerosi capi firmati acquistati in negozi di diverse località italiane sia dal primario che dalla figlia. Carianni dovrà anche rispondere dell’accusa di peculato in quanto non avrebbe fatturato le prestazioni effettuate frodando così il fisco, ma, soprattutto appropriandosi di parte del denaro che invece sarebbe dovuto finire nelle casse dell’Asl. Nel fascicolo della Procura ci sono intercettazioni telefoniche della stessa segretaria dello studio di Carianni e sommarie informazioni rese dai pazienti dalle quali si evincerebbe che il professore visitava a pagamento senza rilasciare la ricevuta. Sono oltre duecentocinquanta le persone ascoltate dagli inquirenti oltre ad alcune intercettazioni telefoniche con la segretaria dello studio medico di via Piave a Capo d’Orlando dove Carianni visitava. Da queste si evincerebbe il listino delle visite con o senza ricevuta con un raddoppio del costo della prestazione nel caso in un cui il paziente avrebbe richiesto la fattura. In un caso specifico viene riportata un’intercettazione telefonica tra la segretaria di Carianni ed una persona in cui viene spiegato che, a seconda se fosse emessa o meno la ricevuta il costo di una perizia medico-legale variava da 300 euro a 624 euro. A margine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Patti Onofrio Laudadio, emerge anche un’altra vicenda non presa, al momento, in considerazione dagli inquirenti ma inserita nell’ordinanza per delineare la personalità dell’indagato. Nello specifico si tratta di una intercettazione telefonica tra il primario e la figlia in relazione ad un concorso per dirigente medico di ortopedia e traumatologia svoltosi a Messina dove Carianni ha rivestito la qualifica di componente della commissione esaminatrice nonostante il fatto che fra i candidati vi fosse l’allora fidanzato della figlia che al riguardo aveva ripetutamente chiesto al telefono, durante lo svolgimento della prova scritta, rassicurazioni al padre per la correzione del compito. Gabriele Villa – GDS