MESSINA, L'OPERAZIONE ANTIDROGA 'WOLF': Patteggia tre anni il carabiniere Francesco Sgrò coinvolto nel giro di droga

25 gennaio 2011 Cronaca di Messina

Ha patteggiato la pena il carabiniere, attualmente in aspettativa, che nel luglio del 2009 rimase coinvolto nell’operazione antidroga “Wolf”, e che proprio dopo il ravvedimento con le sue dichiarazioni consentì ai colleghi di fare un gran passo avanti nelle indagini. Si tratta del 38enne Francesco Sgrò, che assistito dall’avvocato Giuseppe Mancuso è comparso davanti al gup Daria Orlando. Con il consenso del pm Maria Pellegrino ha patteggiato la pena di tre anni di reclusione e 14.000 euro di multa. Il patteggiamento riguarda la cessione a terzi per conto del gruppo di Mangialupi di quantità imprecisate di eroina nell’aprile del 2007, e la “vendita” della sua pistola d’ordinanza per mille euro a due indagati dell’inchiesta, Santo e Nunzio Corridore, avvenuta sempre nell’aprile del 2007. Sgrò invece è stato prosciolto con formula piena, «per non aver commesso il fatto», dall’accusa più grave che gli era stata inizialmente contestata, quella cioé di aver fatto parte organicamente dell’associazione criminale di Mangialupi che era dedita al traffico di stupefacenti. Il gup Orlando ha deciso infatti il “non doversi procedere” sulla richiesta di rinvio a giudizio.

La storia di Sgrò venne a galla nel corso della maxi indagine “Wolf”, due gang della droga di Mangialupi che furono smantellate dalla Dda e dai carabinieri. E la raccontò nella sua ordinanza di custodia cautelare il gip Antonino Genovese. Proprio nel pomeriggio del 7 aprile 2007 Sgrò, all’epoca appuntato in servizio presso la Stazione dei carabinieri di San Piero Patti si presentò alla caserma Zuccarello della polizia, a Messina, in stato confusionale, e raccontò tutto, del tunnel della droga e di tutto il resto. Da quel giorno venne più volte sentito dai colleghi, fornendo una serie di elementi molto utili per incastrare la gang. Da consumatore una volta conquistata la fiducia dei trafficanti era stato a volte incaricato di trasportare “pacchi”. Poi però c’era stato lo scatto d’orgoglio, s’era pentito e aveva consentito ai colleghi di incastrare i trafficanti di droga.(n.a.)