MAFIA, SONIA ALFANO PUBBLICA INTERCETTAZIONI SU SANTAPAOLA E SI SCAGLIA DI NUOVO CONTRO IL COLONNELLO DE CAPRIO: "UFFICIALE DA OPERETTA, LA SUA CADUTA INIZIERA’ SOTTO PESO MENZOGNA"

“Nel corso delle prime indagini sull’omicidio del giornalista Beppe Alfano, il P.m. Olindo Canali delegò al R.o.s. di Messina alcune intercettazioni telefoniche e ambientali. Strano, tutte le altre attività d’indagine le aveva affidate e le avrebbe affidate agli organi territoriali di Carabinieri e Polizia” scrive Sonia Alfano sul suo blog, e prosegue “Di quelle intercettazioni vi voglio ora parlare perché sono la prova delle menzogne del R.o.s. e di quell’ufficiale da operetta che risponde al nome del colonnello Sergio De Caprio” – prosegue – e di seguito pubblica numerose intercettazioni che riguardano la presenza di Benedetto Santapaola a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1993. “Il 5 aprile 1993, alle ore 17,05, Domenico Orifici così si rivolgeva al figlio: ‘Se tu non svieni, se tu non svieni e non lo dici a nessuno, io ti dico chi era quella persona che c’era qua dentro poco fa. Era Nitto Santapaola. Zitto!’. Nel tardo pomeriggio del 6 aprile a Terme Vigliatore arrivava il più fulmineo degli investigatori, l’allora capitano Sergio De Caprio, in compagnia di altri uomini del R.o.s. di Roma, ivi compresi l’allora maggiore Mario Parente e l’allora capitano Giuseppe De Donno. De Caprio, coi suoi uomini, si appostò non intorno agli uffici di Orifici ma intorno alla vicina villa di un imprenditore della zona, Mario Imbesi. Visto uscire dalla villa il fuoristrada dell’imprenditore, De Caprio lo inseguì. Si disse, poi, convinto di aver riconosciuto nel conducente, unica persona a bordo del mezzo, un pericoloso latitante. Il fuoristrada fu preso a pistolettate da Ultimo”. “De Caprio – racconta ancora Sonia Alfano – finì indagato per tentato omicidio dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, P.m. il solito Canali, che a ottobre 1993 chiedeva l’archiviazione”. L’archiviazione fu decretata il 25 novembre del 1993, dal Gip di Barcellona, che scrisse: ‘Esattamente il P.m. nota come dalle carte processuali risultino senza ombra di dubbio gli estremi del delitto di tentato omicidio … Censurabile appare l’operato del De Caprio, sotto il profilo della negligenza ed imperizia mostrata nella situazione concreta … E’ da escludere la sussistenza della scriminante della legittima difesa’. Secondo due testimoni (un funzionario di polizia, Castrogiovanni, e un pm, Olindo Canali) e secondo tutti i quotidiani, Ultimo era convinto, quel pomeriggio, di inseguire Santapaola, ma lui stesso, sentito nell’ottobre del 2008 nell’ambito delle indagini sui mandanti occulti dell’omicidio Alfano, al pm di Messina racconta tutt’altro: ‘Con riferimento alla sparatoria svoltasi nel comune di Terme Vigliatore, che non riesco a collocare temporalmente con precisione, sono stato sentito con altri colleghi dal dr. Canali. Quell’evento si svolse in maniera del tutto casuale e fu determinato dalla sproporzionata reazione del soggetto che poi scoprimmo essere del tutto privo di interesse investigativo. Ricordo che eravamo venuti a Messina per una normale riunione di coordinamento investigativo tra i vari reparti siciliani. Sulla via del ritorno, percorrendo la litoranea Messina-Palermo, in un tratto di strada ricadente nel comune di Terme Vigliatore, uno dei militari che era con me ritenne di individuare, in un soggetto a bordo di un fuoristrada nero, il latitante Aglieri” . “Davvero sfigato, il colonnello De Caprio. Lo chiamano a una riunione al Ros di Messina, che in quel momento intercetta Santapaola, e non gli viene detto niente. Poi deve tornare a Palermo e non si accorge che dal 1970 a Messina è stata costruita l’autostrada e allora decide di percorrere la trafficatissima e contorta strada statale. Poi un suo collaboratore gli dice: “toh, quello somiglia a Pietro Aglieri. Sarà lui fuori zona”. E De Caprio gli corre dietro: se non è Aglieri, sarà comunque un criminale (magari Bin Laden) ma non Santapaola. Ora, ci sarebbe da ridere, se non si trattasse di vicende di drammatica gravità. È per questo che non ho potuto tollerare le squallide menzogne riferite da De Caprio alla D.d.a. di Messina, mirate con ogni evidenza ad occultare con le parole la presenza di Santapaola. Ed è per questo che il mio avvocato lo ha espressamente denunciato per il delitto di false dichiarazioni al P.m., previsto dall’art. 371bis del codice penale” aggiunge Sonia Alfano, e conclude “Sarà come per il suo amico Olindo Canali: la caduta di De Caprio inizierà sotto il peso delle sue menzogne”.