MESSINA: Cavallo morto, la Procura avvia un'indagine. Identificato il fantino che ha raccontato l'incidente con un furgoncino e la fuga dell'animale

3 aprile 2011 Cronaca di Messina

La Procura vuole vederci chiaro nella vicenda del cavallo trovato morto all’alba di venerdì nella piccola via Giolitti dopo una corsa disperata e lo scontro con alcune auto parcheggiate. Un’indagine è stata avviata dal sostituto procuratore Federica Rende, di concerto con la Polizia municipale che aveva già eseguito rilievi ed ascoltato alcuni testimoni. Domani potrebbe essere disposto l’esame tossicologico su alcuni organi dell’animale, un esemplare di 6-7 anni. Non è ancora chiaro a chi il cavallo appartenesse ma si conosce l’identità del fantino cui era affidato, un trentenne di Camaro che ha ricostruito per sommi capi quanto sarebbe accaduto. Secondo quanto riferito dall’uomo agli ispettori Muscarà, Crieleison e Cammaroto, il cavallo da lui condotto su calesse, avrebbe avuto un incidente con un furgoncino sul viale San Martino, in prossimità della Coin. In quel momento il fantino era tranquillamente diretto verso nord, ma da quel momento è cominciata per lui una sequenza drammatica, una rincorsa vana all’animale senza controllo. A causa dello scontro, il cavallo si sarebbe sganciato dal calesse dirigendosi a tutta corsa verso Cairoli ma poi a quanto pare avrebbe invertito la direzione, galoppando verso sud, e dopo essersi scontrato con diverse vetture in sosta, avrebbe finito la sua corsa e la sua vita in via Giolitti, a due passi da Villa Dante. Nella stessa mattinata di venerdì, dunque, gli uomini di tre distinti reparti della Polizia municipale (radiomobile, motociclisti e ufficio studi) avevano già svolto accertamenti piuttosto approfonditi. Perché qualcuno alle 5.25 aveva chiamato la Centrale operativa dei vigili e quest’ultima aveva fatto convergere sul posto diverse pattuglie. È stato chiamato quindi il dott. Antonio Franchina, uno dei dirigenti del Servizio veterinario dell’Asp 5, specializzato nella vasta materia dei cavalli, già più volte consultato in indagini sul possibile uso di farmaci dopanti per animali. La carcassa è stata sequestrata e posta in cella frigorifera nell’attesa degli esami, quelli che saranno ritenuti necessari. Non è escluso che i resti dell’animale possano essere inviati nei centri d’esame tossicologico altamente specializzati di Roma o di Milano. Va anche detto che il cavallo presentava diverse lesioni da incidente, e non può certo escludersi che ad innescare la sua corsa disperata sia stato solo lo scontro con il furgone riferito dal fantino. L’indagine è tesa dunque a verificare se nella dinamica dell’episodio possa in qualche modo rientrare il fenomeno messinese delle corse di cavalli dopati e degli allenamenti notturni ad esse funzionali. O se invece, come potrebbe fare pensare la considerazione che i cavalli vengono di solito allenati senza farmaci, tutto sia dipeso solo da un imprevedibile incidente, di quelli che possono avere tragiche conseguenze. Per fortuna da questo punto di vista – auto danneggiate a parte – è andata molto bene: si pensi a cosa poteva accadere se il cavallo avesse travolto un’auto in movimento o, peggio, un pedone. Alessandro Tumino – GDS