MESSINA: Droga, inflitti quasi 200 anni di carcere. Decise 17 condanne per capi e gregari che smerciavano marijuana e cocaina tra Milazzo e Villafranca

3 aprile 2011 Cronaca di Messina

Quasi duecento anni di carcere. È questo il dato saliente della sentenza che dopo una lunga camera di consiglio nella tarda serata di venerdì hanno siglato i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Messina, presieduta da Mario Samperi, per l’operazione antidroga “Albania”. Una sentenza di primo grado che però giunge, dopo una lunga serie di vicissitudini giudiziarie, a ben undici anni dall’operazione vera e propria. Al centro di tutto un vasto traffico di droga tra l’Albania appunto e la Sicilia, che fu smantellato dopo mesi d’indagine nel 2000 da un’indagine dei carabinieri della Compagnia di Milazzo e della Direzione distrettuale antimafia di Messina. Al centro dell’indagine un’organizzazione che, secondo l’accusa, si muoveva tra il capoluogo e alcuni centri della zona tirrenica appoggiandosi a un gruppo di albanesi.
LA SENTENZA – Ecco i numeri salienti della sentenza. Sono state decise 17 condanne e 27 assoluzioni. La condanna più alta, 26 anni, è stat inflitta a Spartak Osmenaj, mentre a Michele Pietro Ballato, considerato l’esponente di spicco italiano del gruppo, sono stati inflitti 23 anni; a Hyka Lulzim e Salvatore Gatto, 20 anni di reclusione. I giudici hanno poi inflitto 11 anni a Rocco Geracitano e 10 anni a Domenico Romeo. Condanna ad 8 anni per tutti gli altri: Carmela Bonasera, Cristian Alessandro Burrascano, Pasquale Cappuccio, Fabio Corso, Francesco Giardina, Giuseppe Russo, Angelo Emanuele Santoro, Giovanni Santoro, Josè Gregorio Marchetta, Ylli Prifti, Leonard Allushaj. Ecco invece le 27 assoluzioni totali, che hanno riguardato: Dako Allushaj, Genci Allushaj, Ervin Branhshaj, Petrit Osmenaj, Aranit Velgjini, Vincenzo Astuto, Placido Bruzzese, Giuseppe Calvino, Pietro Antonio Cannistrà, Francesco Consolo, Antonino Currò, Daniele D’Angelo, Francesco Floramo, Antonio Luciano Gringeri, Antonio La Rosa, Antonio Lo Vecchio, Andrea Luca, Giuseppe Mastronardo, Alessio Molino, Giovanni Previti, Giuseppe Rodi, Domenico Romeo, Sebastiano Venuto, Valentino Calvino, Genci Kajtalli, Antonino Mazzotta, E infine Loenard Kajtalli. Alcuni imputati condannati hanno poi registrato anche assoluzioni parziali da alcuni capi d’imputazione, il maggior numero le ha avute Ballato.
L’INCHIESTA – Fu il sostituto della Dda Giuseppe Verzera nel novembre del 2006, a depositare all’Ufficio gip la richiesta di rinvio a giudizio per 69 indagati, mentre quando scattò il blitz, nel luglio del 2000, si registrò l’arresto di 40 persone e l’incriminazione di altre 30 con l’accusa di traffico di cocaina, eroina e marijuana. L’inchiesta svelò i complessi meccanismi del traffico di droga tra Albania e Sicilia, disegnando la mappa di un’organizzazione criminale locale, alleata con una spregiudicata gang di albanesi, che agì indisturbata tra l’agosto del 1998 e il luglio del 1999 importando e spacciando droga. Nella distribuzione della droga avrebbero avuto un ruolo da protagonisti secondo le accuse iniziali Michele Pietro Ballato, ritenuto l’esponente più rappresentativo del gruppo dei siciliani, e Rosario Coppolino, entrambi residenti all’epoca a Rometta Marea, e per la zona del milazzese Pietro Antonio Cannistrà, originario di Torregrotta. Particolarmente complessa fu l’attività investigativa che attraverso diverse intercettazioni telefoniche riuscì a ricostruire il vasto giro gestito dal gruppo di albanesi che importavano marijuana facendola arrivare attraverso la Puglia. Una volta giunta nell’Isola, la droga veniva spacciata a Messina e provincia.
I SEQUESTRI DI DROGA – L’operazione “Albania” portò durante le indagini all’arresto di alcuni corrieri bloccati dai carabinieri e al sequestro di oltre 200 chili di sostanza stupefacente. Il 21 marzo del ’99 a Rometta Marea, in manette finirno Rosario Venuti e Antonino Mazzotta, entrambi di Spadafora: i carabinieri li bloccarono in contrada Fondaco Nuovo, con addosso 1 chilo di marijuana; il 29 marzo ’99, sempre a Rometta Marea, i militari, nascostI sotto un viadotto autostradale recuperarono un chilo di marijuana; l’11 aprile ’99, a Messina, in manette per detenzione di 24 chili di marijuana finirono Bernardo Lopis e Lulzim Hika.
LE RICHIESTE DEL PM – Il 2 luglio dello scorso anno fu il sostituto della Dda Giuseppe Verzera a formulare le richieste dell’accusa, dopo aver ereditato l’intera inchiesta tempo addietro. Aveva sollecitato all’epoca 33 condanne per oltre 400 anni di carcere e 10 assoluzioni totali, più diverse assoluzioni parziali per gli albanesi e i siciliani. La condanna più alta, 26 anni di relcusione (in continuazione con precedenti sentenze), fu sollecitata per Michele Pietro Ballato, mentre 24 anni e 10 mesi furono chiesti per il messinese Domenico Romeo e 22 anni per l’albanese Leonard Kajtalli; considerati dall’accusa i principali esponenti dell’organizzazione. Il pm Verzera chiese la condanna a 15 anni e 4 mesi per Francesco Consolo, a 15 anni per l’albanese Leonard Allushaj, a 14 anni per Cristian Alessandro Burrascano, Sebastiano Venuto e per gli albanesi Lulzim Hyka e Genci Allushaj (in continuazione con precedenti giudicati). Poi vennero sollecitati 10 anni e 2 mesi per Carmela Bonasera, 11 anni e 8 mesi per Placido Bruzzese, 12 anni e 2 mesi per Giuseppe Calvino, 10 anni per Pietro Antonio Cannistrà, 12 anni per Pasquale Cappuccio, 15 anni e 4 mesi per Francesco Consolo, 12 anni e 4 mesi per Fabio Corso e Giuseppe Mastronardo, 12 anni per Antonino Currò, Giuseppe Russo, Josè Gregorio Marchetta (esclusa l’aggravante della promozione) e Daniele D’Angelo, 13 anni per Valentino Calvino, Francesco Floramo e Rocco Geracitano, 12 e mezzo per Salvatore Gatto (esclusa l’aggravante della promozione) e Giuseppe Rodi, 7 anni per Antonio Luciano Gringeri, 11 anni e mezzo per Alessio Molino, 8 anni per Giovanni Previti. Il pm chiese poi 12 anni per Dako Allushaj (esclusa l’aggravante di essere promotore dell’organizzazione, 11 anni per Ervin Brahushaj, l’assoluzione per Petrit Osmenaj e Ylli Prifti, 11 anni e mezzo per Spartak Osmenaj, 11 anni e 3 mesi per Aranit Velgjini, 13 anni per Genci Kajtalli. Fu richiesta invece l’assoluzione per Vincenzo Astuto, Antonino Lo Vecchio, Andrea Luca, Antonio La Rosa, Emanuele Angelo Santoro, Giovanni Santoro, Antonino Mazzotta e Francesco Giardina.

L’inchiesta
Il blitz risale al 13 luglio del 2000 e scattò tra Milazzo e Villafranca, a conclusione di un’inchiesta gestita dai carabinieri di Milazzo. Fece registrare l’arresto di 40 persone e l’incriminazione di altre 30 con l’accusa di traffico di cocaina, eroina e soprattutto di marijuana. Furono svelati i complessi meccanismi del traffico della “roba” tra l’Albania e la Sicilia, fu disegnata la mappa di un’organizzazione malavitosa locale, alleata con alcuni criminali stranieri che agì indisturbata tra l’agosto del 1998 e il luglio dell’anno successivo, importando e spacciando quintali di stupefacente. L’operazione portò durante le indagini all’arresto di alcuni corrieri e al sequestro di oltre 200 chili di droga.