MESSINA, LA FOTO: MACERIE E RICOSTRUZIONE. LA RIQUALIFICAZIONE SENZA INTERESSI E' LA VERA RIVOLUZIONE

4 aprile 2011 Cronaca di Messina

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FOTO: ENRICO DI GIACOMO

Le macerie del campo rom e sullo sfondo le lugubri torri dell’inceneritore. Vi sono foto che più di ogni altra riescono a testimoniare la portata storica dei cambiamenti in atto nella Zona falcata. Novità che vengono diluite nel “giorno per giorno”, sommerse da altre notizie, relativizzate dall’insorgere di sempre nuove emergenze e di problemi drammatici che affliggono il nostro territorio, ma che questo giornale (Gazzetta del Sud), nell’esclusivo interesse dei messinesi, cerca di mettere in luce, perché solo una fede pervicace e costante può smuovere le montagne. E noi, alla Messina che rinasce dalla Falce risanata, ci crediamo davvero. Il percorso è ancora lungo ma guardate cosa è accaduto negli ultimi due anni, negli ultimi mesi e negli ultimi giorni. Una vasta porzione di litorale di Maregrosso è stata già sbaraccata e bonificata, il campo nomadi di San Raineri dopo vent’anni è stato smantellato e proprio oggi, secondo quanto assicurato dal presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e dal commissario per l’emergenza bonifiche del ministero dell’Ambiente, verranno consegnati i lavori per la demolizione dell’inceneritore di San Raineri. Una consegna che avviene proprio nella stessa giornata in cui si comincerà a togliere la gran quantità di lastre d’eternit dall’area occupata fino a venerdì dall’accampamento dei rom. Ed ecco spiegata la valenza, che è simbolica e nello stesso tempo concreta, della foto scattata da Enrico Di Giacomo. Le macerie saranno rimosse entro pochi giorni, l’ecomostro che si staglia all’orizzonte cadrà sotto i colpi delle ruspe, anche se in questo caso l’operazione si articolerà in due fasi distinte. La prima – quella attinente all’appalto espletato dalla Regione – si limiterà alla demolizione delle parti murarie del fabbricato che un tempo ospitava la centrale operativa e gli uffici, mentre per eliminare il resto dell’impianto e per risanare l’intera area ammorbata per decenni dalle fosse dei rifiuti sorte tutt’intorno all’inceneritore, ci vorranno ulteriori risorse finanziarie. È stato calcolato un importo di circa 10 milioni di euro per completare l’opera di bonifica, stando almeno alle dichiarazioni del commissario Dario Ticali. Guardate questa foto, imprimetela bene in mente e confrontatela con quella che verrà scattata nello stesso luogo fra uno o due anni: in quel momento si capirà cosa significa per una città come Messina recuperare il rapporto con il mare, sottrarre porzioni vitali di territorio al degrado, all’incuria, all’inquinamento, ai traffici oscuri e criminali. Non sta cambiando un pezzetto di periferia ma il cuore stesso del capoluogo dello Stretto. LUCIO D’AMICO – Da gazzettadelsud.it