L'INCHIESTA SULL'INQUINAMENTO DELLA MINIERA DI PASQUASIA: Nel pomeriggio interrogato il governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo

4 aprile 2011 Mondo News

Con quello del Governatore Raffaele Lombardo, fissato per oggi alle 15,30, si conclude la tornata di interrogatori dei rappresentanti del Governo regionale iscritti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Enna per la vicenda dell’inquinamento della miniera di Pasquasia. Il presidente della Regione Lombardo dovrebbe essere sentito direttamente dal procuratore Calogero Ferrotti e dal sostituto Marina Ingoglia, gli stessi che hanno coordinato l’inchiesta e che il 21 marzo scorso hanno disposto il sequestro giudiziario del sito. L’interrogatorio di Lombardo era in calendario per giovedì scorso, ma i problemi degli immigrati a Lampedusa fecero slittare l’incontro in Procura. La scorsa settimana erano stati interrogati gli altri due componenti della Giunta indagati, l’assessore regionale all’Energia Giosuè Marino, ed il suo collega alle Infrastrutture Pier Carmelo Russo, che si sono difesi affermando di non avere responsabilità sull’inquinamento del sito minerario chiuso dal 1992. La Procura sostiene invece che la Regione avrebbe dovuto provvedere alla bonifica di Pasquasia, che con il tempo è diventata una vera e propria bomba ecologica. I tre esponenti del Governo rispondono delle ipotesi di reato di omissione di atti d’ufficio, gestione di rifiuti non autorizzati e disastro ambientale. Dal 1992, anno in cui fu interrotta l’estrazione dei sali potassici, fino ad oggi nessuno ha pensato che l’amianto presente in grandi quantità e l’olio dielettrico dei macchinari avrebbero potuto creare condizioni di inquinamento notevole nella zona circostante la miniera. L’interrogatorio di oggi riveste grande importanza perché il presidente Lombardo potrebbe annunciare cosa intende fare il suo Governo per la messa in sicurezza e la bonifica urgente della miniera. Tanto più che gli esperti sostengono che dal sito ci sarebbe la possibilità di estrarre magnesio (utile anche per l’industria aereonautica) per altri 20 anni. Ricordiamo che il quarto indagato è un funzionario dell’assessorato regionale dell’Energia al quale era stato affidato il sito minerario, l’ingegner Pasquale La Rosa. Nei suoi confronti la Procura di Enna ha già chiesto il rinvio a giudizio per omissione di atti d’ufficio e gestione di rifiuti non autorizzata. La Rosa si sarebbe rifiutato di rimuovere e smaltire cumuli di cemento amianto, materiale ferroso e di adottare le misure necessarie per la messa in sicurezza dell’ex miniera, ridotta a discarica di rifiuti speciali. (l.l.)