MESSINA: Incidente mortale a Santa Lucia sopra Contesse. Perde la vita un quindicenne, Piero Rapisardi

8 aprile 2011 Cronaca di Messina

Chi ha assistito alla scena, lo ha visto rialzarsi da solo. Nessuna traccia di sangue a terra. Il tempo di avvertire un tonfo secco seguito dalle urla di chi, in quel frangente, era affacciato alla finestra e, certamente, si sarà fatto un’idea di come sono andate realmente le cose. Perché quello che secondo le impressioni di alcuni testimoni è parso come un incidente “babbo” è costato la vita al povero quattordicenne Piero Rapisardi (15 anni a maggio), che ieri alle 18,15 viaggiava in sella alla sua Vespa 50 lungo il rettilineo che conduce al centro di Santa Lucia sopra Contesse, quando improvvisamente si è scontrato con una Ford Fiesta guidata da una donna di 43 anni. È ancora tutta da decifrare la dinamica dell’incidente; anzi, a quanto pare non sarà neanche facile. Anche perché, stranamente, lo scooter del ragazzo è stato fatto sparire subito dopo l’impatto, sfuggendo così ai rilievi. Quando sul posto sono giunti carabinieri e agenti della sezione infortunistica della Polizia municipale, della Vespa non vi era più traccia. Ma nessuno dei presenti ha saputo fornire indicazioni sulla strana sparizione, avvenuta qualche attimo prima dell’arrivo dell’ambulanza. Lo scontro si è verificato davanti all’ingresso di un piccolo spiazzo che conduce ad alcuni complessi. Pare che l’utilitaria guidata dalla signora stesse effettuando un’inversione di marcia quando si è scontrata con la Vespa. Peraltro, come può evincersi dalle immagini, l’auto non risulta particolarmente danneggiata: solo una leggera ammaccatura sotto il faro anteriore destro. Ma la realtà ha smentito ogni legittima immaginazione. Nonostante il duro colpo, il ragazzo è stato caricato sull’ambulanza quando ancora (così racconta chi ha assistito alla scena) sembrava cosciente, nonostante i dolori causati dalla brutta botta finita dritta contro l’addome. È spirato prima di arrivare al Policlinico, probabilmente a causa di un’emorragia interna. Rapisardi non indossava il casco, ma forse questo dettaglio ha influito poco sul suo destino. Abitava proprio a pochi metri dal punto dell’incidente, in una delle palazzine situate poco più a nord. Il papà fa il manovale, la mamma è casalinga, poi in famiglia oltre a lui ci sono altri due fratelli più grandi, uno di 16, l’altro di 19 anni. Increduli, sgomenti, gli amici del giovane giunti presto sul posto, si sono fiondati successivamente all’ospedale per stringersi attorno ai familiari in questo terribile momento di dolore. «Era biddicchiu», ha commentato una signora del quartiere che lo conosceva; come a voler dire che, Piero, era proprio un caro ragazzo. Tito Cavaleri – Gds