MESSINA – ATO3, SCATTA L'INCHIESTA GIUDIZIARIA: INDAGATI PER ABUSO D'UFFICIO L'ATTUALE COMMISSARIO ANTONIO RUGGERI, L'EX PRESIDENTE FRANCO BARRESI E IL COMMERCIALISTA SPICUZZA. SVILUPPI PER L'INCHIESTA SU FELUCA

9 aprile 2011 Cronaca di Messina

ato3

Ancora novità sul fronte delle inchieste sulla pubblica amministrazione, dopo il clamore dei ventotto inviti a comparire nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della “Feluca” notificati nella giornata di giovedì dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. C’è infatti un altro filone investigativo che si sta sviluppando in queste settimane in Procura, e riguarda la gestione passata e recente dei cosiddetti “servizi aggiuntivi” che sono stati di competenza dell’Ato 3 per un periodo, con l’assegnazione di lavori esternalizzati a cooperative sociali e non. L’inchiesta, che è gestita in questa fase dal procuratore aggiunto Ada Merrino e dalla Sezione di polizia giudiziaria della polizia, proprio nella giornata di giovedì ha registrato una nuova acquisizione di atti nella sede amministrativa dell’Ato 3. Al momento sono stati iscritti nel registrati degli indagati con l’ipotesi di reato d’abuso d’ufficio l’attuale commissario liquidatore ed ex amministratore unico dell’Ato 3 Antonio Ruggeri, l’ex presidente Franco Barresi, e il commercialista Enrico Spicuzza, che per un breve periodo, circa quattro mesi, ha ricoperto l’incarico di presidente della società d’ambito, ai tempi del commissariamento Sinatra. Tutti e tre sono già stati interrogati su questa vicenda, su delega del magistrato, dalla polizia giudiziaria. E adesso, dopo le nuove acquisizioni di giovedì scorso, altri chiarimenti sul periodo di gestione dei servizi aggiuntivi dovrebbero provenire dalle dichiarazioni di Salvatore La Macchia, ex amministratore delegato dell’Ato 3. L’inchiesta è stata innescata da un’interrogazione che a suo tempo proposero in consiglio comunale i consiglieri del PdL Angelo Burrascano e Antonio Spicuzza, che tra l’altro è fratello dell’altro Spicuzza attualmente indagato. Un atto in cui chiedevano chiarimenti all’amministrazione comunale proprio sulla gestione dei servizi aggiuntivi (per esempio la scerbatura cittadina) che in quel periodo erano in carico all’Ato 3. Sull’altro fronte “caldo”, l’inchiesta sui finanziamenti comunali a Feluca Spa per la Rete civica comunale, il sostituto procuratore Santo Melidona, che gestisce l’indagine, ha delegato per gli interrogatori gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, che in questo senso hanno un calendario molto intenso che si spinge sino a maggio. È l’attività dei finanzieri è proseguita anche ieri su più fronti. L’inchiesta vede coinvolti oltre ai due sindaci Genovese e Buzzanca anche 26 tra i vari assessori che si sono succeduti negli ultimi anni nelle due compagini amministrative, e al centro ci sarebbe il cosiddetto «ingiusto vantaggio economico» concesso a Feluca Spa con i finanziamenti, cioé l’elemento fondante dell’abuso d’ufficio. In concreto una «condotta posta in essere in esecuzione della convenzione stipulata tra Comune e Feluca Spa; convenzione ritenuta illegittima a decorrere dal 2007 in quanto assunta in violazione del disposto dell’articolo 30 della legge regionale n. 30 del ’97 e dell’articolo 112 del Testo unico degli enti locali». Nuccio Anselmo – Gds