MESSINA – LA PROCURA, NEL GINEPRAIO DEI SERVIZI SOCIALI, IPOTIZZA ANCHE LA TURBATIVA D'ASTA: Servizi sociali, cartello tra le cooperative? La Guardia di finanza ha visitato le sedi di alcune società per accertare il rispetto delle normative

10 aprile 2011 Cronaca di Messina

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Non bastavano gli avvisi di comparizione piovuti su 26 assessori comunali delle ultime due giunte comunali e sui due sindaci Francantonio Genovese e Giuseppe Buzzanca per la vicenda Feluca; e gli altri tre avvisi di garanzia relativi all’inchiesta sull’Ato 3, destinatari l’attuale commissario liquidatore ed ex amministratore unico dell’Ato 3, Antonio Ruggeri, e gli ex presidenti Franco Barresi ed Enrico Spicuzza. A far rumore nei corridoi di Palazzo Zanca, a conclusione di una settimana “calda” sul fronte delle inchieste sulla pubblica amministrazione, anche le indagini della Guardia di Finanza sui servizi sociali. Gli uomini delle Fiamme Gialle anche venerdì hanno fatto visita ad alcune delle cooperative finite nel mirino della Procura dopo le denunce e gli esposti delle scorse settimane. In particolare i militari stanno verificando la regolarità delle dichiarazioni presentate dalle cooperativa all’Inps, in ordine ai contributi previdenziali e assistenziali, ma anche all’Agenzia delle entrate, in ordine ai carichi pendenti tributari, alla Serit Sicilia in ordine al pagamento di imposte e tasse iscritte a ruolo, notificate, contestate, rateizzate o non pagate, definitivamente accertate. Controlli che in queste settimane dovrebbero essere eseguiti anche dalla commissione che si sta occupando dei nove bandi di gara. In pratica solo dopo queste verifiche verrà assegnato il servizio. Motivo per cui la Giunta municipale nelle scorse settimane ha deciso, come annunciato ieri, di prorogare i servizi per altri venti giorni. La prima cooperativa a rivolgersi alla Procura e alla Commissione era stata “Genesi”, che aveva richiamato la normativa secondo cui «ciascun partecipante ha l’onere di dichiarare tutte le situazioni e/o circostanze potenzialmente rilevanti ai fini del possesso dei requisiti di ordine generale espressamente previsti dalla norma» e per questo chiedeva «al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni presentate dalla ditte partecipanti» che «le verifiche, in ordine alla situazione di regolarità al 24 febbraio 2011», venissero effettuate con specifiche richieste sulla regolarità, presso Inps, Agenzia delle Entrate e Serit Sicilia». In particolare la cooperativa Genesi si soffermava su «eventuali esposizioni debitori o a ruolo, presenza di dilazioni, rateizzazione, debiti sospesi, contestati, non pagati, inerenti la posizione contributiva, notificate di contributi previdenziali e assistenziali». Nelle scorse settimane anche il consigliere comunale Tanino Caliò, aveva chiesto di verificare le dichiarazioni sugli obblighi di legge in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. E a tal proposito l’esponente del Pid sulle questioni sollevate aveva sporto denuncia ai carabinieri della stazione “Arcivescovado”. Caliò ha raccontato di aver ricevuto una lettera da alcuni lavoratori che lamentavano di non essere stati sottoposti alle visite mediche obbligatorie, della richiesta di accertamento inviata al servizio prevenzione e sicurezza dell’Asp e del suo timore circa il fatto che le cooperative coinvolte potessero nei giorni seguenti agire in maniera da coprire le loro eventuali manchevolezze. Ma la Procura sta anche indagando su una eventuale ipotesi di turbativa d’asta. In alcune denunce presentate nelle scorse settimane si parla infatti dell’esistenza di un cartello tra alcune delle cooperative, con tanto di accordi raggiunti e definiti durante una cena alla vigilia della presentazione delle offerte. E sullo sfondo anche l’inchiesta sui contributi “natalizi” dei Servizi sociali. Su delega del procuratore aggiunto Ada Merrino, che sta coordinando le indagini, gli investigatori della Pg della polizia hanno sentito diverse persone nelle scorse settimane. Mauro Cucè – GDS