'NDRANGHETA E FEDE: L'Affruntata a Polizia e Vigili del fuoco. Il questore: garantiremo il regolare svolgimento della rappresentazione. Ma la comunità è frastornata

11 aprile 2011 Mondo News

Una comunità frastornata. Le cosche della ‘ndrangheta tornano a puntare la loro attenzione sull’Affruntata di Sant’Onofrio, piccolo paese a due passi da Vibo Valentia. Vogliono a tutti costi mettere le mani sulla secolare rappresentazione religiosa che si svolge il giorno di Pasqua nella piazza del paese. Un caso che balza, ancora una volta, agli onori delle cronache nazionali e che spezza le esili speranze di quanti credevano di essersi scrollati di dosso il cappio della paura, dopo le vicende dello scorso anno che hanno portato a far slittare di una settimana l’Affruntata a causa delle intimidazioni messe a segno nei confronti del Priore della Confraternita della Madonna del Rosario. In quell’occasione, la reazione dello Stato e della comunità è stata forte. Ora la ‘ndrangheta è tornata alla carica. Emissari delle cosche hanno puntato la loro attenzione sulla società sportiva che aveva raccolto l’invito del parroco don Franco Fragalà a partecipare all’Affruntata (rappresentazione dell’incontro tra il Cristo risorto, l’Addolorata e San Giovanni). Il presidente della società, Franco Petrolo, è stato raggiunto da una telefonata minatoria: «Stai lontano dell’Affruntata», mentre all’allenatore della squadra di calcio, Luigi Naccari, è stato riservato un trattamento altrettanto grave: ignoti hanno tagliato le gomme del suo furgoncino. Azioni che sono state subito denunciate e che hanno immediatamente innescato la reazione del prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella: «Queste persone, a cui va tutto il nostro sostegno, saranno presto ricevute per capire cosa realmente sia potuto accadere. Posso però dire che a nessuno è consentito condizionare o impedire il tradizionale svolgimento di una manifestazione popolare, dalle forti connotazioni religiose. Se necessario siamo pronti a far svolgere l’Affruntata facendo portare le statue dei santi alla Polizia e ai Vigili del fuoco». Una presa di posizione piuttosto ferma quella del Prefetto, una sfida alla violenza criminale, identica a quella dello scorso anno quando l’Affruntata si è svolta sotto il controllo assoluto di forze dell’ordine e autorità arrivate da tutta la Calabria in segno di solidarietà con la comunità religiosa di Sant’Onofrio. A condividere in toto la linea della fermezza anche il questore Giuseppe Cucchiara: «Nessuno problema, queste fibrillazioni in una realtà come quella di Sant’Onofrio le avevamo messe in conto. Ma già da tempo il prefetto Latella seguiva con particolare attenzione il problema. Per quanto ci riguarda metteremo in moto una rete di iniziative a garanzia delle manifestazioni religiose e, in particolare, dello svolgimento dell’Affruntata». Quindi, una battuta: «Se, poi, sarà necessario allora vuol dire che mi offrirò pure io…». Ma nel frattempo le intimidazioni contro la società sportiva hanno lasciato il segno. Il presidente della Sant’Onofrio calcio, Franco Petrolo, non ha voluto commentare l’accaduto: «Il nostro impegno è solo quello di fare sport e continueremo a farlo. Preferisco parlare solo di queste cose. Il mio, il nostro dovere, è quello di tutelare i nostri ragazzi». Parole che danno la dimensione della preoccupazione che è tornata a serpeggiare in paese. Eppure la società sportiva, così come altri gruppi di volontariato, aveva risposto con entusiasmo all’appello del parroco che, per mettere al sicuro l’Affruntata da ingerenze o infiltrazioni mafiose, aveva pensato di affidare ai giovani dell’associazionismo la manifestazione per come suggerito dal vescovo della diocesi Mileto-Tropea-Nicotera, mons. Luigi Renzo. «A loro (ovvero ai parroci ndr.) – aveva detto il vescovo – voglio proporre un suggerimento pratico di rottura». E chiedeva di «affidare ai giovani che frequentano la parrocchia, impegnati veramente in un cammino di fede, l’opportunità di portare loro le statue rendendosi protagonisti anche nell’organizzazione». Un invito che a Sant’Onofrio era stato raccolto, ma che al primo ostacolo rischia di sbriciolarsi se la comunità non reagirà per come il prefetto Latella auspica. Mentre il vescovo, di fronte a questa nuova sfida della violenza criminale, preferisce tacere: «Andiamo incontro alla Pasqua, operiamo per rasserenare gli animi».

In sintesi
A Sant’Onofriola ‘ndrangheta ritorna alla carica e cerca di allungare ancora una volta le mani sull’Affruntata, rappresentazione religiosa che si svolge la mattina di Pasqua. Le intimidazioni al presidente della Sant’Onofrio Calcio, Franco Petrolo e all’allenatore Luigi Naccari (entrambi erano stati coinvolti dal parroco nell’organizzazione del secolare rito), riportano la piccola comunità indietro nel tempo. Allo scorso anno quando per poter fare la rappresentazione è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Davantiall’ennesimo tentativo della ‘ndrangheta di riappropriarsi dell’Affruntata, ferma è stata la posizione del prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella la quale ha assicurato che l’Affruntata a Sant’Onofrio si farà e se necessario saranno polizia e vigili del fuoco a portare in spalla le statue.