A MILAZZO CI SI AMMALA DI TUMORE PIU' CHE NEL RESTO D'ITALA. E SI VIVE MENO – QUANDO LA POLITICA CIALTRONA SCAMBIO' IL LAVORO IN RAFFINERIA CON LA VITA…: Alto tasso di tumori correlati all'inquinamento ambientale. Secondo uno studio statistico, anche l'aspettativa di vita è inferiore

12 aprile 2011 Cronaca di Messina

Si chiamano Sin (Siti d’interesse nazionale) e sono stati mappati nell’ambito del “Progetto Sentieri”, acronimo che sta per Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento. L’ultimo aggiornamento, eseguito da esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (sede di Roma) e dell’Università La Sapienza, ha permesso di individuare le 44 zone sparse nella penisola, in cui il tasso di mortalità per malattie tumorali risulta essere più alto della media nazionale. Nell’elenco, uscito in allegato all’ultimo numero della rivista “Epidemiologia e Prevenzione”, figura anche Milazzo, che comprende ovviamente i territori della Valle del Mela, in buona compagnia assieme ad altre tre città siciliane, come Gela, Priolo e Biancavilla. Dalla ricerca, si evince come in questi siti l’inquinamento delle matrici aria, acqua e suolo sia associato a circa il 5 per cento dei casi totali di tumore, evidenziando una correlazione tra le patologie neoplastiche ed i fattori ambientali. Ed ancora, nei 44 Sin si sono verificati 10 mila decessi per varie cause e 4 mila per tutti i tumori, in eccesso rispetto ai riferimenti regionali, a riprova del fatto che queste località rispondevano a un criterio di rischio sanitario esistente. Dati che confermano come le aree interessate si trovino al cospetto di una vera e propria emergenza sanitaria ed ambientale. A questo punto, non si tratta più soltanto di denunce di associazioni e cittadini, ma sono le analisi scientifiche a dirlo. Per quanto riguarda il nostro comprensorio, ad esempio, in base ad un recente studio statistico, a Milazzo ci si ammala di tumore più che nel resto d’Italia. E sempre nella città del Capo si vive meno rispetto al resto della penisola: l’età media di morte per uomini e donne è infatti di 70-75 anni, contro una media nazionale di 79-85 anni. Un’indagine che si aggiunge ad uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista europea di endocrinologia (European Journal of Endocrinology) del Prof. Salvatore Cannavò, coordinatore di un gruppo di giovani ricercatori messinesi dell’Endocrinologia dell’Università di Messina, in collaborazione con l’Arpa di Messina. In base ai risultati ottenuti, i tumori dell’ipofisi che producono eccessive quantità di ormone della crescita, e causano una rara malattia endocrina nota come acromegalia, sono significativamente più frequenti nel comprensorio di Milazzo e della Valle del Mela, rispetto al resto della provincia di Messina e ad altre aree italiane ed europee. Una situazione di criticità ormai sotto gli occhi di tutti, che impone al mondo politico l’obbligo, non più procrastinabile, di assumere posizioni nette a tutela dell’ambiente e a garanzia della salute dei cittadini, presente e soprattutto futura. E in una recente nota, il consigliere provinciale, Massimiliano Branca ha denunciato “l’insufficienza dei controlli dell’aria nella Valle del Mela, affidati a solo due centraline dell’Arpa”. Un numero ritenuto “inadeguato” per un monitoraggio completo e reale sulla qualità aria”. Mario Basile – GDS