LA VICENDA RISALE AL 1993… 18 ANNI DOPO – Aias, in appello condannati Morabito e Mostaccio: La gestione dell'associazione d'assistenza di Milazzo: al primo inflitti 2 anni, al secondo un anno e mezzo

12 aprile 2011 Cronaca di Messina

Gli arresti eccellenti per la gestione criminale dell’Aias di Milazzo risalgono al giugno del 1993, qualche mese prima avevano ammazzato Beppe Alfano, il calderone scoperchiato parlava di un comitato d’affari che invece di pensare ai disabili faceva affari non proprio puliti di tutt’altro tipo. Erano i tempi della Prima Repubblica, le tangenti dominavano la politica malata, la potente mafia di Barcellona lavorava sottotraccia. E diciott’anni dopo alle otto di sera arriva sul tavolo giudiziario della cronaca arriva una sentenza di secondo grado che indubbiamente riconosce l’esistenza del comitato politico-affaristico-criminale di quel periodo, dei suoi giochi, delle sue trame, nel periodo 1988-1992. Le condanne di primo grado sono state ridotte, tra il passare del tempo e qualche aggravante in meno, ma è stata riconosciuta l’associazione a delinquere finalizzata a concussione, peculato, abuso d’ufficio, false comunicazioni sociali e violazione delle leggi tributarie. Ieri sera, dopo una camera di consiglio lunga la sezione penale della corte d’appello di Messina presieduta dal giudice Attilio Faranda ha condannato gli ex presidenti Antonino Morabito e Antonino Mostaccio, il primo a 2 anni e il secondo a un anno e mezzo di reclusione, e ha confermato la sentenza di prescrizione di primo grado per l’allora responsabile Aias di Siracusa Salvatore Magliocco (tecnicamente è stato rigettato il suo appello con cui rifiutava la prescrizione e chiedeva una pronuncia nel merito). La sentenza ha quindi confermato le statuizioni di primo grado in sede civile per l’Aias, che si era a suo tempo costituita in giudizio ed è stata rappresentata dall’avvocato Antonella Lo Presti. Diverse erano state le richieste formulate dall’accusa, il sostituto procuratore generale Enza Napoli, che aveva sollecitato la concessione delle attenuanti generiche e l’eliminazione dell’aggravante di “capo promotore” per Morabito e Mostaccio. I giudici hanno aderito solo a questa seconda richiesta, ed ecco spiegata la riduzione di pena, mentre non hanno concesso le attenuanti generiche, altrimenti avrebbero dovuto dichiarare prescritto il reato associativo. Ieri mattina erano intervenuti per il collegio di difesa gli avvocati Giuseppe Lo Presti, Franco Bertolone e Nunzio Boccadifuoco. Si chiude così il processo d’appello per la vicenda Aias che si era aperto nel 2006 e si era poi impantanato per un passaggio in Corte Costituzionale sulla legge Pecorella. La sentenza di primo grado si ebbe invece il 29 maggio del 2002, venne emessa dal tribunale di Barcellona presieduto dal giudice Giuseppe Martello dopo 8 ore di camera di consiglio: 5 anni di reclusione vennero inflitti all’ex direttore generale dell’Aias, Stefano Foti (ieri i giudici d’appello hanno preso atto del suo decesso); l’ex presidente Antonino Morabito fu condannato a 4 anni; 3 anni e 6 mesi fu invece la condanna per l’ex presidente Mostaccio. (n.a.)