MESSINA: Il noto commercialista Stefano Piccolo di Barcellona citato in giudizio perché dovrà rispondere dell'ipotesi di reato di appropriazione indebita dei documenti contabili e fiscali della società cooperativa "La Furnarese"

12 aprile 2011 Cronaca di Messina

Il commercialista e revisore di bilancio Stefano Piccolo di Barcellona, è stato citato in giudizio per l’udienza del prossimo 13 gennaio, perché dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di appropriazione indebita dei documenti contabili e fiscali della società cooperativa “La Furnarese”, con sede in Furnari. Documenti – così come formulato nel capo d’imputazione – di cui lo stesso professionista aveva «il possesso in qualità di consulente della coop» e per questo nell’articolazione della descrizione del reato si contesta l’aggravante, «per avere commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera». L’episodio che ha procurato la citazione diretta in giudizio del professionista risale al 2008 e inizialmente la Procura di Barcellona aveva chiesto l’archiviazione a cui si era opposto il legale rappresentante della cooperativa “La Furnarese”, Vincenzo Abramo, rappresentato e difeso dall’avv. Angela Pino. A seguito dell’opposizione all’archiviazione del caso, accolta dal giudice per le indagini preliminari Anna Adamo, è stata disposta con una articolata ordinanza «l’imputazione coatta» nei confronti dell’imputato Stefano Piccolo per l’ipotesi di reato di appropriazione indebita. Così il pubblico ministero, il sostituto Francesco Massara, ha disposto con effetto immediato la citazione in giudizio per il processo fissato per il 13 gennaio del prossimo anno. Parallelamente al procedimento penale si è anche aperto sulla stessa vicenda un contenzioso civile che è ancora in corso. La restituzione dei documenti trattenuti dal professionista e vantati dal legale rappresentate della cooperativa è avvenuta – come si legge nell’ordinanza del gip Anna Adamo – «il 27 agosto del 2010 a seguito dell’emissione di un decreto ingiuntivo, dichiarato provvisoriamente esecutivo, e della notificazione del relativo atto di precetto». L’indagato, in questa vicenda, è difeso dall’avvocato Rocco Bruzzese. (l.o.)