CALABRIA, GUAI GIUDIZIARI PER L'EX GIUNTA LOIERO: Sott'accusa l'ex governatore e 15 assessori. Nel mirino la gestione negli anni 2005-2009 di un progetto per l'inserimento lavorativo dei disoccupati

13 aprile 2011 Mondo News

Progetti per l’inserimento lavorativo di un nugolo di disoccupati di lungo corso. È in questo scenario che s’innesta l’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro che ha chiesto il rinvio a giudizio di politici di primo piano: sono accusati di abuso d’ufficio, infatti, ben sedici ex amministratori regionali (coinvolti rappresentanti sia delle ultime due Giunte di centrosinistra che della precedente di centrodestra) insieme a dirigenti regionali e all’imprenditore lametino Antonio Saladino. Del fascicolo è titolare il pm Elio Romano, che ha avanzato le proprie richieste al gup, controfirmate dal procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo. L’indagine fa riferimento a ipotesi di reato commesse fra il 2005 e il 2009 e ruota intorno alla gestione di fondi (circa 10 milioni di euro) per l’occupazione. Nello specifico, è finito nel mirino della magistratura un progetto finalizzato alla selezione e alla preparazione di disoccupati di lunga durata da impiegare per la manutenzione e la pulizia delle aree verdi dei parchi nazionali della Sila, del Pollino e dell’Aspromonte. Inserimento lavorativo che, secondo l’accusa, non sarebbe stato portato completamente a termine a fronte dell’esborso dei fondi da parte del Ministero del Lavoro, destinati sia alle società chiamate a selezionare i lavoratori (prima la Sial e poi l’Arssa) sia al sussidio mensile destinato agli stessi lavoratori. Fra le contestazioni dell’accusa ci sarebbero anche le modalità di affidamento alla Sial, considerata dalla Regione alla stregua di una società “in house”. Il rinvio a giudizio è stato formalmente richiesto per Agazio Loiero, ex presidente della Regione e attuale consigliere a Palazzo Campanella, e per gli ex assessori di centrosinistra Mario Pirillo (oggi eurodeputato), Antonino De Gaetano, Mario Maiolo (oggi consigliere regionale), Nicola Adamo (attuale consigliere regionale), Doris Lo Moro (oggi senatrice), Sandro Principe (attuale consigliere regionale), Diego Tommasi, Luigi Incarnato, Demetrio Naccari Carlizzi, Domenico Cersosimo, Vincenzo Spaziante, Francesco Sulla (oggi consigliere regionale), Michelangelo Tripodi e Silvio Greco; per l’ex assessore regionale di centrodestra Giovanni Dima (oggi deputato); per l’ex dirigente regionale Franco Lucio Petramala; per i dirigenti regionali Domenico Carnevale, Marinella Marino, Michelina Ricca e Rocco Leonetti; per l’ex capo di gabinetto della Giunta di centrodestra, Francesco Morelli (attuale consigliere regionale); e ancora per Antonio Saladino, ex amministratore della società Sial, incaricata per prima dell’opera di selezione dei lavoratori da reinserire, e per Matilde Mancini, ex dirigente del Ministero del Lavoro. Le indagini delegate dalla Procura del capoluogo regionale sono state svolte dalla Guardia di Finanza. E le richieste di rinvio a giudizio fanno seguito, ovviamente, alla notifica agli indagati dei relativi avvisi di conclusione delle indagini preliminari. In quattro, ricevuto l’atto giudiziario, hanno anche chiesto ed ottenuto di essere ascoltati dagli inquirenti per chiarire le rispettivi posizioni; un passaggio, quest’ultimo, che evidentemente non ha fatto cambiare idea alla Procura della Repubblica la quale – compiute le proprie valutazioni – ha deciso di procedere con la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i ventiquattro indagati. La “palla”, a questo punto, passa al gup di Catanzaro. Davanti a un giudice terzo, gli indagati avranno modo di dimostrare la loro eventuale estraneità ai fatti contestati dall’accusa: allo stato, a loro carico, sussistono soltanto ipotesi d’accusa e nessuna pronuncia di colpevolezza; vanno considerati innocenti fino a eventuale contraria definizione della vicenda giudiziaria. Sulla richiesta di rinvio a giudizio a suo carico, ieri sera, è intervenuto con una nota Agazio Loiero: «Da quello che ricordo, il progetto oggetto dell’inchiesta riguardava uno degli annosi nodi occupazionali, ereditati dalla vecchia Giunta e peraltro comprendeva un accordo siglato addirittura col Ministero del Lavoro. Sono sereno – ha aggiunto l’ex presidente della Regione – e sono comunque certo che in fase di udienza preliminare sarà dimostrata la correttezza assoluta del nostro comportamento». Giuseppe Lo Re – GDS

L’indagine
L’inchiesta portata a termine dal sostituto procuratore Elio Romano riguarda un progetto per l’inserimento lavorativo di disoccupati di lungo corso. I settori in cui impiegare i disoccupati, grazie a fondi nazionali, erano la manutenzione e la pulizia delle aree verdi dei parchi nazionali della Sila, del Pollino e dell’Aspromonte. Abuso d’ufficio è il reato contestato a 24 persone, tra cui ben sedici ex amministratori regionali (coinvolti rappresentanti sia delle ultime due Giunte di centrosinistra che della precedente di centrodestra) insieme a dirigenti regionali ed all’imprenditore lametino Antonio Saladino. Le richieste di rinvio a giudizio sono state ovviamente inviate al gup, chiamato adesso a fissare l’udienza preliminare e darne comunicazione agli indagati.