MESSINA: Trasferiti in una nuova struttura i cavalli sequestrati alla malavita. La polizia ha prelevato due equini in altrettante stalle del rione Giostra

13 aprile 2011 Cronaca di Messina

Dalle stalle alle stelle. Cambia radicalmente il destino dei cavalli strappati alle corse clandestine. Fino a poco tempo fa erano abituati a convivere con l’assunzione di sostanze dopanti, con allenamenti per più volte alla settimana, finalizzati a testare il livello di preparazione, e con le immancabili corse domenicali. Ciliegina su una torta fatta di illegalità. Da ieri pomeriggio due animali hanno cambiato radicalmente vita e abitudini. La loro nuova casa è una struttura di Castell’Umberto, specializzata in attività di ippoterapia. La soluzione è stata concordata tra la Questura di Messina e il sindaco del centro nebroideo Alessandro Pruiti Ciarello. I cavalli, sequestrati in seguito all’operazione della Squadra mobile dello scorso dicembre, grazie alla quale è stata bloccata una corsa clandestina in pieno svolgimento sulla via Consolare Pompea, si trovavano in due stalle, tra il viale Giostra e Ritiro, messe sotto chiave. Intorno alle 14.30 di ieri sul posto sono giunti gli agenti della Mobile peloritana, coadiuvati dai colleghi del reparto a cavallo di Catania. Dopo alcune visite gli animali sono stati caricati a bordo di un mezzo. Quindi il viaggio alla volta del centro nebroideo di Castell’Umberto, dove sono giunti in serata. Si conclude a lieto fine, quindi, la triste vicenda dei poveri quadrupedi, sfruttati dalla criminalità messinese che aveva costruito sulla loro pelle un vorticoso giro di scommesse che con tutta probabilità durava da tempo. Il blitz della polizia scattò all’alba di domenica 5 dicembre. Il tratto compreso tra la rotatoria dell’Annunziata e il villaggio di Pace venne trasformato in una sorta di ippodromo su cui si sfidavano due fantini, sostenuti da centinaia di tifosi e scortati da decine di auto e ciclomotori. La festa, però, venne guastata dagli agenti del Commissariato Nord, delle Volanti e della Squadra mobile. L’operazione culminò con la denuncia di cinque persone, tra cui due fantini e altrettanti proprietari di cavalli, per i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, maltrattamento di animali e organizzazione di corse clandestine. In quell’occasione, inoltre, venne rinvenuto e sequestrato materiale dopante all’interno delle stalle dove erano segregate le povere bestie. Dagli accertamenti effettuati dai veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale sui luoghi della gara emerse che i quadrupedi erano imbottiti di farmaci, somministrati con l’obiettivo di migliorare la resistenza e la potenza. Il “veleno” in corpo era così tanto che i due esemplari vennero condotti all’interno di uno spazio ai margini della via Consolare Pompea, in cui rallentarono il passo gradualmente per smaltire le sostanze iniettate precedentemente. Pochi giorni fa, invece, un invece, un cavallo è stramazzato al suolo nei pressi di Provinciale dopo aver investite alcune auto in sosta. A quanto pare un fantino lo stava allenando in vista dell’ennesima competizione lungo le strade cittadine. Sull’episodio indaga il sostituto procuratore Federica Rende, di concerto con la polizia municipale. Riccardo D’Andrea – Gds

Castell’Umberto
Tanti curiosi, fino dal primo pomeriggio di ieri, hanno raggiunto il galoppatoio comunale del centro nebroideo in attesa dell’arrivo dei due cavalli sequestrati dalla polizia di Messina. Sul posto c’era anche il primo cittadino di Castell’Umberto Alessandro Pruiti Ciarello, accompagnato da assessori e consiglieri comunali. Presenti anche vigili urbani e giornalisti, tv locali e anche le telecamere di Striscia la Notizia. L’attesa prolungata, in un primo momento, aveva fatto pensare a qualche intoppo durante le operazioni di trasporto. Tutto è tornato secondo i programmi prestabiliti nel tardo pomeriggio con l’arrivo di un mezzo con all’interno i due animali, un maschio e una femmina, che sono stati accompagnati dal reparto a cavallo della Polizia di Stato. Come si ricorderà, il sequestro dei due quadrupedi è il frutto della brillante operazione della Polizia di Stato, che ha troncato in maniera definitiva la “carriera” delle corse clandestine alla quale erano state condannate le povere bestie. Le condizioni di salute dei due animali, come si è appurato in seguito ad accurati controlli effettuati dai veterinari, non sono ovviamente sane. Addirittura l’esemplare maschio è privo di un occhio. Presso i box della struttura del centro umbertino, i due equini, grazie all’interessamento dei volontari di Legambiente, guidati dal presidente regionale Salvatore Granata, dovranno seguire un periodo di cure e riabilitazione. Saranno seguiti da un veterinario di Caronia e da un istruttore della vicino centro di Sinagra, che avranno il difficile compito di far dimenticare la vita tremenda condotta nella città dello Stretto fino alle battute conclusive dello scorso dicembre. Il comune umbertino come, ci ha spiegato il sindaco Pruiti, su richiesta del questore di Messina, il dott. Carmelo Gugliotta, si è reso disponibile nell’accogliere i due sfortunati animali e provvederà all’alimentazione e al controllo degli stessi con l’ausilio degli impiegati comunali. La sorveglianza nell’arco delle 24 ore ovviamente, sarà garantita dal controllo continuo degli uomini del vicino distaccamento della polizia di Tortorici. Salvatore Calà