FEDE E 'NDRANGHETA, IL CASO DELL'AFFRUNTATA: «Ma quale 'ndrangheta! Sono stato io a tagliare le gomme di quell'auto». È giallo sulle recenti intimidazioni. Si teme una manovra delle cosche

14 aprile 2011 Mondo News

«Sono stato io a tagliare le gomme di quell’auto…». Come per dire la ‘ndrangheta in questa faccenda non c’entra nulla. Si apre un nuovo capitolo attorno all’Affruntata di Sant’Onofrio, la rappresentazione religiosa che rievoca l’incontro di Cristo risorto con l’Addolora e San Giovanni e che da secoli si svolge il giorno di Pasqua nella piazza del piccolo centro del Vibonese. Nei giorni scorsi il presidente della società sportiva “Sant’Onofrio calcio”, Franco Petrolo, e l’allenatore della squadra, Luigi Naccari, avevano subìto delle intimidazioni che gli inquirenti hanno subito legato, sulla base di alcuni elementi acquisiti in sede di denuncia, all’Affruntata. Petrolo aveva ricevuto una telefonata minatoria dalla quale sarebbe emerso che una voce ignota gli intimava di tirarsi fuori dall’Affruntata; mentre Naccari la stessa notte aveva subìto il taglio delle gomme del suo furgoncino, mezzo che lo stesso usava per svolgere l’attività di idraulico. Ed a proposito di quest’ultimo episodio il presunto responsabile avrebbe confessato, “scagionando” indirettamente le cosche della ‘ndrangheta e denunciando l’accaduto alla Polizia. Agli agenti avrebbe raccontato di essere stato lui l’autore del danneggiamento; non perché era sua intenzione indurre Naccari a desistere dalla partecipazione all’Affruntata, bensì perché in precedenza i due avrebbero avuto un diverbio per motivi di carattere personale. Una vicenda che, tuttavia, viene presa con cautela in Questura e dagli stessi carabinieri che di fatto stavano indagando sulle intimidazioni di Sant’Onofrio. E non si esclude, nel campo delle ipotesi investigative, che la denuncia si intrecci con altre situazioni anche alla luce delle pressioni dello Stato sulle cosche locali a garanzia dello svolgimento dell’Affruntata di Sant’Onofrio. Attualmente le indagini vengono coordinate dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro ma se dovesse trovare solidi riscontri la versione fornita dal giovane il fascicolo potrebbe essere trasferito alla Procura ordinaria, quindi a quella di Vibo Valentia. Gli inquirenti lavorano in tutte le direzioni, si cercano elementi che possano supportare i fatti per come raccontati dal “testimone” (che secondo quanto si è appreso è persona senza alcun precedente). In ogni caso i nodi da sciogliere sono ancora tanti. A cominciare dalla telefonata minatoria ricevuta dal presidente della squadra di calcio Franco Petrolo, verificatisi la stessa notte del taglio delle gomme all’auto di Naccari e sulla quale al momento non ci sarebbe alcun indizio. Così come rimane da chiarire per gli inquirenti se il taglio delle gomme sia veramente legato al precedente diverbio che i due avrebbero avuto oppure ad altre motivazioni, non escluse le ingerenze di altri soggetti. Tutte situazioni che richiedono un lavoro investigativo accurato e in tal senso Polizia e carabinieri stanno già lavorando per arrivare a dipanare una matassa che per il momento appare piuttosto ingarbugliata. Nel frattempo l’organizzazione per l’Affruntata, con Parrocchia e Confraternita della Madonna del Rosario, procede celermente e la comunità è decisa a non perdere il rito religioso. Al suo fianco si troverà il vescovo Luigi Renzo, il prefetto Luisa Latella e il questore Giuseppe Cucchiara. Nicola Lopreiato