MESSINA E LE AMMINISTRATIVE DEL 2008: L'architetto Lombardo rinviato a giudizio per presunti "brogli". Ci sarebbero state sottoscrizioni di lista false e attestazioni false che riguardano l'apposizione di firme tra i presentatori della lista

16 aprile 2011 Cronaca di Messina

È necessario il processo per accertare se si verificarono brogli alla amministrative del maggio 2008. Ha deciso così il gup Antonino Genovese per il caso che riguarda il consigliere provinciale di Roccalumera Giuseppe “Pippo” Lombardo, 31 anni, di professione architetto, che nel corso delle amministrative del maggio 2008 fu eletto con 2.043 voti a Palazzo dei Leoni come consigliere provinciale per la lista “Punto Freccia”. L’architetto Lombardo è stato rinviato a giudizio al prossimo 14 luglio davanti al giudice monocratico, così come aveva richiesto in udienza il sostituto procuratore Santo Melidona, il magistrato che a suo tempo condusse anche l’inchiesta su questi fatti. L’ipotesi dell’accusa riguarda due fattispecie dei cosiddetti “brogli elettorali”: per un verso ci sarebbero sottoscrizioni di lista false, per altro verso ci sarebbero attestazioni false che riguardano l’apposizione di firme tra i presentatori della lista. A suo tempo il sostituto Melidona effettuò una serie di verifiche su questa elezione al termine delle quali contestò all’arch. Lombardo alcune violazioni in materia elettorale che sono legate al testo unico di riferimento in questa materia, il Dpr 570 del 1960, un testo che in questi anni è stato più volte innovato da altri provvedimenti legislativi e su cui sono intervenute a più riprese sia la Corte Costituzionale sia la Corte di Cassazione. La contestazione del magistrato è sulla presunta violazione dell’art. 90 del Dpr. In concreto quale consigliere provinciale (era già stato eletto nella precedente legislatura) e quindi come pubblico ufficiale competente ad autenticare le firme di sottoscrittori per la presentazione di liste di candidati per le amministrative, in occasione dell’autenticazione delle firme per la presentazione della lista denominata “Gioventù della Libertà” collegata al candidato alla presidenza Nanni Ricevuto e per il collegio Messina Nord, Lombardo avrebbe compiuto alcune irregolarità secondo la normativa in materia: avrebbe attestato falsamente la sottoscrizione della lista da parte di persone che in realtà non l’avevano mai sottoscritta, e inoltre avrebbe attestato falsamente l’apposizione in sua presenza di sottoscrizioni di lista di persone che avevano invece apposto la propria firma davanti ad altri soggetti e in ogni caso mai davanti a lui. Nel corso dell’udienza preliminare l’architetto Lombardo, che in questa vicenda è assistito dall’avvocato Franco Restuccia, ha chiesto di fornire dichiarazioni spontanee, ed ha affermato in sostanza che quando venne sentito come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta riconobbe come sua la firma apposta per autenticazione poiché aveva timore in caso contrario di inficiare la sua lezione, mentre in realtà quella firma apposta non è la sua e qualcun altro potrebbe aver apposta in sua vece. (n.a.)