Massimo Ciancimino: "All'on. Saverio Romano ha dato una dazione di 300 mila euro

18 aprile 2011 Mondo News

«IL MINISTRO SAVERIO ROMANO dice che non ha preso nemmeno un caffè con me. È vero, ha preso ben altro, 300 mila euro»: lo ha detto Massimo Ciancimino ieri sera a Perugia nel corso uno degli incontri del Festival del giornalismo. Nel capoluogo umbro ha infatti presentato il libro «Don Vito», scritto insieme a Francesco La Licata. Ciancimino ha fatto riferimento al ministro parlando della vendita della società Gas, della quale era uno dei soci. «Ho dato input ai magistrati – ha spiegato – di sbobinare alcune intercettazioni per riscontrare tutto questo. Sarà comunque la magistratura a fare chiarezza». Al termine dell’incontro, Ciancimino ha parlato dei 300 mila euro (finora si era parlato di 50 mila euro) come di una «dazione». Specificando comunque di non avere «mai consegnato direttamente» denaro a Romano. Tutto questo avviene mentre la Procura di Palermo si appresta a chiedere al Parlamento di utilizzare alcune intercettazioni risalenti al 2004 recuperate e trascritte su indicazione dello stesso Ciancimino, a cui è stata intanto confermata la scorta. Contengono riferimenti a versamenti di denaro di cui sarebbero stati destinatari Romano e Cuffaro (50 mila euro) e il senatore Carlo Vizzini del Pdl. Sarebbero intervenuti nelle operazioni di vendita della società a un gruppo spagnolo per 124 milioni. Romano e Salvatore Cintola, un deputato dell’Udc morto l’anno scorso, avrebbero partecipato anche alla preparazione del testo della legge 350 del 2003 che ha previsto per le aziende del gas un abbattimento dell’Iva e contributi per i trattamenti pensionistici. Tutti i politici hanno sempre sostenuto di essere estranei al giro di tangenti. Il senatore Carlo Vizzini, che ha anche querelato massimo Ciancimino, ha spiegato che a Lapis chiedeva in un momento di difficoltà (“sono ai minimi termini») la restituzione delle somme investite con la consulenza del tributarista.