MESSINA: Violentò passeggera, condannato autista Sais. Nel 2007 a bordo di un bus lungo la tratta Messina-Napoli l'afferrò tappandole la bocca

19 aprile 2011 Cronaca di Messina

«Ogni lassata è pessa», le sussurrò… con eleganza. «Tradisci il tuo ragazzo. Così rafforzi il rapporto», aggiunse profeticamente. Ed era davvero l’ultima chanche che le concedeva prima di saltarle addosso. Perché lei, alta, bella e giovane, anzi giovanissima (appena maggiorenne) non aveva nessuna voglia di andare con uno che, a 50 anni suonati, poteva essere suo padre. Seppure talvolta, fra una tratta e l’altra in pullman tra Messina e Napoli, ci avesse scambiato qualche parola. Un’eccessiva fiducia forse, riposta nell’autista del suo bus, che lei probabilmente vedeva come un innocuo “compagno” di viaggio. E prima di quelle ossessive avances, magari lo era pure stato. Fino a quando un bel giorno, il “signorotto” decise di dare l’affondo finale dopo numerosi tentativi andati a vuoto. Così, approfittando di un momento favorevole, cioè quando dal pullman della Sais appena rientrato a Messina da Napoli erano scesi tutti i passeggeri, chiuse le porte del mezzo, balzò accanto al sedile della ragazza, inchiodandola di fatto al suo posto, e iniziò a sbranarla con lo sguardo, prima. Lei, pietrificata dalla paura, provò a dirle di no, ma lui, esaurita ogni riserva di pazienza, passò presto all’azione: con una mano le afferrò un polso, con l’altra le tappò la bocca per evitare che qualcuno fuori potesse avvertire alcunché. Ma l’abitacolo del pullman era praticamente sottovuoto. Lì dentro, chiusi ermeticamente, c’erano solo loro due. E a quell’ora di sera, in una piazza stazione desolata, nessuno avrebbe mai notato nulla o tantomeno sentito qualcosa. Una volta immobilizzata la preda, il resto fu abbastanza facile. Il sostituto procuratore Federica Rende che a ottobre del 2007 formulò la richiesta di rinvio a giudizio dell’uomo, scrisse, sulla scorta della denuncia alla polizia (ma non solo): «Dopo averla infastidita con avances a sfondo sessuale, le prendeva la mano e la costringeva ad appoggiarla sui suoi genitali dicendole che lo aveva fatto eccitare, poi le appoggiava la mano sul seno…». Poi ancora più giù… «Con l’aggravante – conclude il pm – di aver commesso il fatto su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale in quanto passeggera su un autobus di linea e, pertanto, impossibilitata a muoversi se non all’interno di uno spazio limitato». Alla luce di tutto ciò e quindi degli accertamenti di polizia giudiziaria, del verbale della persona offesa, di quello contenente le dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti e, infine, dagli atti contenuti nel fascicolo del pm, scaturì la richiesta di giudizio per il soggetto. Ieri il gup del Tribunale di Messina, la dottoressa Luana Lino, ha deciso di condannarlo a tre anni e dieci mesi di reclusione, per violenza sessuale. L’autista, oggi 53enne, dipendente Sais, è originario di Canicattì, provincia di Agrigento; la vittima è una ragazza di Messina che dopo quella terribile esperienza trovò il coraggio di denunciare tutto alla Polizia, recandosi direttamente alla Caserma Calipari. Il giudice, alla fine, ha inflitto all’uomo un anno in più di quanto aveva richiesto la stessa accusa, rappresentata dal pm Maria Pellegrino. La parte offesa è stata assistita dall’avvocato Carmelo Occhiuto. Tito Cavaleri – GDS


L’autista condannato è dipendente SaisTrasporti

Per dovere di cronaca, ci riallacciamo alla notizia (apparsa su queste pagine ieri) della condanna dell’autista Sais accusato di violenza sessuale su una passeggera, per precisare che il soggetto in questione, originario di Agrigento, non è un dipendente della “Sais Autolinee” ma della “Sais Trasporti”. Si tratta di due aziende distinte e separate che peraltro curano tratte differenti. La “Sais Trasporti” infatti, azienda dove prima della condanna prestava servizio l’autista, collega Agrigento a Roma, passando per Catania, Messina e Napoli. Proprio durante il viaggio Messina-Napoli infatti, secondo quanto emerso dalla risultanze giudiziarie, si sarebbero consumati gli abusi sessuali sulla passeggera messinese. La “Sais Autolinee” invece, come specifica lo stesso direttore Gaetano La Iacona, cura i collegamenti (con pullman blu e rossi) Messina-Palermo e Messina-Catania.(t.c.)