REGGIO CALABRIA: Una cartuccia mette in allarme la Procura generale

19 aprile 2011 Mondo News

I fantasmi di una paura ancora troppo recente per essersi dissolta sono riapparsi, ieri mattina, in via Cimino, dove ci sono gli uffici della Procura generale che sono presidiati dai soldati dell’esercito. A dare l’allarme pare che sia stato da un dipendente della Procura che si sarebbe accorto dell’inquietante presenza di un proiettile e di questa sua scoperta sono state immediatamente informate le forze dell’ordine, che sono intervenute sul posto con la sezione scientifica. Sin dal primo momento si è capito che quel proiettile era innocuo e non avrebbe potuto causare alcun pericolo per i magistrati ospitati nella limitrofa sede della Procura generale, perchè il calibro e la potenza del proiettile sarebbero di quelli che difficilmente potrebbero uccidere una persona. E anche le successive indagini degli investigatori hanno confermato che si è trattato solo di un falso allarme. I Carabinieri del Comando Provinciale, infatti, in seguito al rinvenimento della cartuccia da fucile inesplosa trovata presso la scala antincendio esterna alla Procura Generale, identificavano in un’abitazione adiacente alla recinzione esterna dell’edificio in via Castello un anziano (L.A. di 81 anni), incensurato, il quale veniva trovato in possesso di cartucce cal. 36, artigianalmente confezionate e identiche per fattura, colore e calibro a quella rinvenuta presso cortile procura generale. Le cartucce, inoltre, avevano analoghe scritte in pennarello nero realizzate a mano e indicanti grammatura di polvere e di piombo. Un’operazione che fanno molti cacciatori. L.A. è regolarmente autorizzato al porto e alla detenzione di armi da fuoco e ai Carabinieri dichiarava che nei giorni scorsi aveva confezionato delle cartucce e che alcune non perfettamente confezionate le aveva gettate oltre la recinzione della sua abitazione, poiché ritenute difettose. Altre persone conoscenti dell’uomo confermavano spontaneamente agli investigatori quanto raccontato dall’uomo. La versione dei fatti, dunque, è stata ritenuta compatibile sia dai Carabinieri che dalla Polizia di Stato con le circostanze del rinvenimento. Le armi e le cartucce, legalmente detenute presso l’abitazione, sono state comunque sottoposte a sequestro e i fatti sono stati refertati all’Autorità Giudiziaria. Piero Gaeta – GDS