MESSINA: Riperimetrazione della Zps, Wwf dà l'altolà alla Regione. Rizza e Giordano: mancano i presupposti scientifici

21 aprile 2011 Cronaca di Messina

Riperimetrazione della Zps? Altolà di Wwf Sicilia e Italia, «per quanto sia lodevole che alla base del nuovo intento dell’amministrazione pubblica vi siano oggi maggiori conoscenze delle Direttive Habitat e Uccelli». In realtà, «ancora una volta», rilevano Francesca Rizza e Anna Giordano, presidente del Wwf Sicilia la prima e dirigente del Wwf Italia la seconda, «si continua a non voler sapere che la migrazione degli uccelli è uno dei motivi principali dell’istituzione della Zps». «Invitiamo chiunque voglia a venire in questi giorni ad osservare la migrazione dei rapaci che si sta svolgendo nel nostro territorio, anche in piena città!», si esordisce. «Rapaci che venivano uccisi anche dalle case di diversi villaggi e in pieno centro urbano. A Ganzirri fino alla fine degli anni 80 sparavano dalla strada agli uccelli che sostavano o che passavano. I richiami illegali per le quaglie echeggiano ancora oggi in periferia. Il 27 maggio del 2007 un falco di palude è stato ucciso a Faro, cadendo poi sul tetto di una casa. I bunker in cemento armato costruiti appositamente per sparare ai falchi sorgono ancora oggi sulle terrazze di alcune case, ad angoli di recinzioni di ville, quegli stessi villaggi che per l’assessore Corvaja sono per errore inseriti nella Zps». La migrazione – si aggiunge – «non segue le logiche umane e a migrare nella Zps non sono solo i rapaci, e gli uccelli non migrano solo di giorno. Il radar della Stazione ornitologica Svizzera, dal 3 aprile al 13 maggio del 2006, nelle ore notturne, con lo stop di 5 notti, ha censito in transito sullo Stretto, ben 4 milioni e 300 mila uccelli. I dati sono pubblici e sono depositati presso il ministero dell’Ambiente. Gli uccelli migratori seguono le rotte determinate dal vento e dalle condizioni meteorologiche generali e passano anche dentro la città. Molti migratori notturni volano lungo la linea di costa. Da oltre vent’anni recuperiamo uccelli trovati stremati in pieno centro cittadino, nelle periferie, nei villaggi, sulla Panoramica, altri invece per collisioni. Un conto è la tutela di habitat prioritari, già di per sé importanti, un conto è il mantenimento di spazi naturali e seminaturali di apparente minor pregio naturalistico, ma fondamentali per la sosta e il rifugio dei migratori che arrivano stremati dopo un viaggio di migliaia di km, spesso su ambienti ostili (il deserto del Sahara, il canale di Sicilia). Di certo non trovano cibo se si continua imperterriti a costruire ovunque». «Gli uccelli (di oltre 300 specie diverse, molte delle quali minacciate a livello globale o europeo) continueranno a passare, con o senza la città che cresce a dismisura. Quel che faremo noi di questo territorio farà però la differenza tra il loro vivere e il morire, o per impatto o per inedia. Qualunque proposta di riperimetrazione deve avere presupposti scientifici: presentando un prima e un dopo l’Amministrazione rivelerebbe l’inosservanza delle norme e la distruzione di fette di territorio che da suolo naturale, in qualunque condizione, è diventato cemento sterile». «Amareggia e non poco vedere come la sensibilità – al di là delle leggi e delle direttive – sia assente verso questo mondo alato che sorvola lo Stretto ogni anno, con qualunque tempo. È così difficile capire che i migratori hanno bisogno di trovare cibo e rifugio durante il loro arduo volo verso nord? Se l’Amministrazione, già dal primo giorno in cui l’abbiamo chiesto (febbraio 2006) – prosegue la nota del Wwf – avesse sottoposto a Valutazione di incidenza la “variante” e tutte le pianificazioni previste, fermando quello che è ormai l’evidente sacco edilizio, si sarebbe trovato il connubio tra la tutela dei migratori e le necessità di sviluppo, garantendo entrambe. Oggi siamo di fronte al proseguo imperterrito di nuove lottizzazioni (Serri, Faro Superiore) che non solo consumeranno ulteriormente ambienti naturali e seminaturali, ma renderanno ancora più invivibile e precaria la vita in questa città, la cui sicurezza è ipotecata giorno dopo giorno. Il Wwf – si conclude – seguirà attentamente la vicenda, chiedendo sin da ora alla Regione di non operare alcuna riperimetrazione della Zps». (fr.ce.)