TAORMINA, IL GIALLO DELL'IMPRENDITORE MAURIZIO RUSSO: Forse in due biglietti il movente della tragedia. La moglie e il fratello escludono ancora l'ipotesi del suicidio. Lunedì mattina i funerali in Cattedrale

23 aprile 2011 Cronaca di Messina

Eseguita l’autopsia sul corpo di Maurizio Russo, l’imprenditore edile taorminese ritrovato impiccato ad un albero giovedì mattina nelle campagne di Randazzo. Dai primi esami, a livello macroscopico, non sarebbe emerso alcun segno esplicito di violenza sul corpo. Le verifiche iniziali tendono, insomma, a escludere segni di colluttazione o ferite da arma da fuoco. Ora si attende l’esito definitivo e approfondito con la relazione del medico legale che dovrebbe aiutare a chiarire la dinamica dei fatti che hanno portato alla tragica fine di Russo. La novità dell’ultima ora è che, nel corso dell’esame autoptico sono stati ritrovati, in una tasca dei pantaloni, due biglietti manoscritti. Adesso si stanno analizzando i foglietti per capire se si tratta di scritti autografi e in tal senso verrà eseguita una perizia calligrafica. Potrebbe trattarsi delle ultime volontà dell’imprenditore. C’è stretto riserbo al riguardo tra gli inquirenti e solo nelle prossime ore si saprà di più. La salma è stata già restituita ai familiari e i funerali si svolgeranno lunedì mattina nella Basilica Cattedrale di Taormina. Sono in molti, tra familiari e conoscenti, a dubitare del suicidio: non credono all’ipotesi che Maurizio avrebbe compiuto un gesto estremo e con quelle le modalità. Non ci crede la moglie Loredana, donna forte e coraggiosa, che nel suo immenso dolore rimane determinata ad arrivare alla verità. Scettico anche Sebastiano, il fratello di Maurizio Russo. Lui, che lavora per la “Ma.ru.costruzioni”, l’impresa edile del fratello non crede all’impiccagione: «A mezzogiorno di quel 24 marzo avevo parlato con Maurizio ed era tranquillo. Mi aveva detto, “ci sentiamo pomeriggio”. Non capisco veramente cosa sia successo». Vano si è rivelato sinora ogni tentativo di trovare i due telefonini che solitamente l’imprenditore utilizzava. Difficile pensare che possa essersene disfatto per non farsi rintracciare: quel pomeriggio nessuno sospettava, infatti, che potesse compiere un gesto estremo, e quindi chi mai avrebbe potuto fermare, nell’arco di cosi poco tempo, i suoi propositi? Non convince, in particolare, la presenza al collo di Maurizio di un filo di ferro, col quale si sarebbe impiccato e l’esigua altezza alla quale è stato trovato il corpo di questo onesto imprenditore, ovvero a poco più di 10 cm da terra e sembra senza un esplicito sostegno posizionato al suolo prima del presunto suicidio. Farraginoso appare, inoltre, il percorso che avrebbe fatto Russo col proprio furgone, imboccando una serie di stradine periferiche, per arrivare sino ai piedi del Parco dell’Etna, in un fondo privato di contrada Pirao. Il suo corpo era in avanzato stato di decomposizione, il che potrebbe confermare che la morte sia sopraggiunta forse quello stesso 24 marzo. A 50 metri circa è stato trovato il furgone, pulito e in condizioni perfette, nonostante sia rimasto fermo per tanto tempo. A Taormina tornerà nuovamente “Chi l’ha visto”, il programma di Raitre che ha affrontato mercoledì scorso il caso con un servizio concluso dalle toccanti parole di Loredena Sturiale, che chiedeva di poter conoscere la sorte del marito. Appena sette ore dopo, il ritrovamento: una coincidenza sinistra? La scoperta è stata fatta dal proprietario del podere (sul quale, va sottolineato, non c’è il minimo sospetto) ma il timore di tanti taorminesi è che possa esserci stata una messa in scena abilmente studiata da qualcun altro. Gli inquirenti, al momento, non escludono nessuna pista e attendono i risultati dell’autopsia. Russo non aveva problemi economici e ci si chiede se una persona circondata dall’amore della moglie, delle figlie e di tutta la famiglia oltre che dall’affetto degli amici, abbia potuto compiere un gesto così doloroso e perché in quel modo. Un altro mistero ad oggi senza risposta rimane quello della mattinata di giovedì: perché si è messo in macchina, ha preso l’autostrada ed è uscito al casello di Fiumefreddo dove poi è rientrato pochi minuti dopo? Potrebbe aver incontrato qualcuno. Tra le varie piste, si attenzionano gli appalti ai quali aveva partecipato Russo. In questo contesto, sotto i riflettori di “Chi l’ha visto” è finito, ad esempio, un importante appalto nel messinese, per il quale l’imprenditore aveva presentato un esposto alla Procura di Messina ritenendo di aver subito un torto. E’ ancora difficile dire perché Maurizio Russo sia andato incontro ad un destino talmente atroce e se realmente abbia deciso lui di andarsene così. Di recente era stressato per i tanti impegni di lavoro ma si sono già rivelate infondate le voci di problemi economici. Può avere dato fastidio a qualcuno? Taormina piange, attonita e sconcertata, la morte di un imprenditore onesto e stimato. Emanuele Cammaroto – GDS