MESSINA, LA RETE NO PONTE: L'alternativa sono le infrastrutture di prossimità

27 aprile 2011 Cronaca di Messina

Le alternative al Ponte sullo Stretto sono le «infrastrutture di prossimità». Lo sostengono le associazioni della Rete No Ponte che, nel preannunziare un nuovo corteo a Messina per il prossimo 14 maggio, propongono «l’essenziale, ciò che è bello, ciò che è utile», «contro un’opera che unisce speculazione a inutilità».
1) «La Sicilia e la Calabria sono due regioni a scarsa infrastrutturazione ferroviaria e stradale e avrebbero bisogno d’interventi urgenti per essere adeguate ai bisogni dei cittadini. Le Ferrovie sono in condizioni disastrose. L’autostrada Salerno-Reggio è l’incompiuta per antonomasia. Il potenziamento della rete ferroviaria e l’ammodernamento di quella viaria risultano dunque essere decisamente più efficaci nel miglioramento dei collegamenti rispetto alla realizzazione del Ponte».
2) «Nello Stretto c’è in atto da anni un processo di dismissione del trasporto pubblico. Il Ponte agisce come un’ipoteca sul futuro. È prevista, infatti, in caso di prosecuzione dell’iter di costruzione, la perdita di oltre un migliaio di posti di lavoro».
3) «I cittadini chiedono sicurezza dal rischio idrogeologico. Le frane che hanno causato i 37 morti dell’1 ottobre 2009 rappresentano l’evento più tragico di una sequenza di episodi calamitosi che da anni ormai investono i nostri luoghi. Urgono interventi di messa in sicurezza».
4) «Il recente sisma in Giappone ha riportato l’attenzione sul rischio sismico nel nostro territorio. L’adeguamento degli edifici pubblici, il monitoraggio delle abitazioni, un piano d’informazione dei cittadini e un piano di emergenza adeguato sono provvedimenti improcrastinabili».
5) «Un recente studio di sicurezza degli edifici scolastici colloca Messina all’ottantunesimo posto su 82 città rilevate. Sono opere molto più urgenti rispetto allo sperpero di denaro pubblico per il Ponte».
6) «La realizzazione di impianti industriali nocivi oggi dismessi e l’utilizzo dei nostri mari come cimiteri per le navi dei veleni hanno trasformato parte del territorio in discarica: da qui la necessità di interventi di bonifica».
7) «I trasporti stanno abbandonando la via terrestre per privilegiare il vettore aereo e quello navale».
Otto) «Le città nelle quali viviamo sono luoghi dove vanno sparendo i punti di socializzazione. Bisogna invertire la tendenza».
9) «La facilità di connessione, lo sviluppo e la gratuità delle reti telematiche rappresentano oggi, piuttosto che un catafalco di cemento e acciaio, una premessa indispensabile per il futuro del territorio».
10) «Messina è una delle città con meno verde: scegliere di investire in questo settore significa scegliere un’opzione per il futuro che privilegi la qualità della vita».