I MOVIMENTI ALL'OMBRA DEL PONTE SULLO STRETTO… – Ponte, c'è già il piano della viabilità. E nella via Circuito l'imprenditore Nicotra "scommette" sull'ex Hotel Faro

28 aprile 2011 Cronaca di Messina

Il Ponte è ancora relativamente lontano, ma l’attenzione delle istituzioni e delle imprese e i primi processi di trasformazione territoriale, attorno e perfino dentro alle future aree di cantiere, tendono a crescere. Partendo dal percorso istituzionale più imponente, è in corso da tempo una fase di cruciale importanza: dovrebbe concludersi quest’estate, fine giugno secondo i più ottimisti, l’esame del progetto definitivo da parte della società concessionaria “Stretto di Messina”. In questa prima approvazione strategica un ruolo fondamentale è quello affidato alla società americana Parsons, l’aggiudicataria della gara da 120 milioni per il cosiddetto “project management consulting”, l’ottimizzazione del mega progetto. A sancire il primo verdetto sarà, dunque, il CdA della società Stretto: poi verrà la conferenza nazionale dei servizi. Sotto alcuni aspetti, dell’ambiente e del paesaggio, e massimamente del rapporto tra la città e l’insieme dei cantieri, la “conferenza” dovrebbe garantire l’esame più analitico del progetto definitivo: a dare il parere favorevole o contrario, e con tutte le prescrizioni del caso a tutela dei cittadini, tutti saranno chiamati e corresponsabili: dal Ministero dell’Ambiente alla Regione, dai rappresentanti della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, a quelli del Comune, della Provincia, dell’Arpa, e l’elenco può continuare. Ma se qualcuno pensa che in questa fase Palazzo Zanca possa solo attendere, si sbaglia. Da oltre un mese tra due uffici comunali quasi di pari rilevanza per il Ponte, è avvenuto un passaggio di consegne all’insegna di una notevole responsabilizzazione reciproca. L’ufficio Grandi opere, diretto dall’ingegnere Giovanni Caminiti, ha trasmesso al dipartimento Mobilità, coordinato dall’ing. Domenico Manna, il “piano di viabilità”, sia cittadina che strettamente di cantiere, collegato al Ponte. Si tratta di uno “stralcio” della progettazione definitiva che appare quanto mai importante per la nostra città, e su di essa l’Amministrazione Buzzanca s’è impegnata con la Stretto a dare il proprio parere, sugli aspetti della mobilità urbana, prim’ancora della conferenza dei servizi nazionale. «L’anticipazione di questo passaggio – spiega Caminiti – rappresenta per la nostra città un vantaggio, visto che avere più tempo a disposizione, significa approfondire e definire meglio i relativi problemi viari, da elaborare sotto forma di prescrizioni nella sede della conferenza nazionale». Volendo essere sintetici, il dipartimento Mobilità dispone di dati preziosi sul diagramma dei flussi previsti in snodi come la Panoramica, il viale Annunziata, il viale Europa alto dall’incrocio con il viale Italia allo svincolo, l’intero svincolo di San Filippo sino al mare (dove s’inserisce una nuova bretella progettata dalla messinese FCRR) e perfino la strada provinciale 44 di Campo Italia, in relazione al flusso di mezzi che saranno diretti a una cava di calcestruzzi. Quasi inutile sottolineare quanto quest’aspetto sarà di vitale importanza, allorquando i cantieri del Ponte apriranno: ai primi del 2012, o più avanti. Certo è che il tempo dell’approfondimento e quindi del pronunciarsi del Comune su un sistema organizzativo di così grande impatto va sfruttato al meglio e a breve, tra gli uffici Mobilità e Ponte – assicura l’ing. Caminiti – faremo un tavolo unico, per fare il punto su contenuti e tempi. Ma il vento del cambiamento legato all’avvicinarsi, piaccia o meno, dell’opera Ponte, non si coglie solo negli uffici comunali. Anche il territorio, nei luoghi più strategici, registra movimenti, ambizioni d’impresa, perfino percorsi di rigenerazione. Si è appreso ad esempio che la società Frarò, facente capo all’imprenditore Mariano Nicotra, ha preso in locazione per 18 anni dalla famiglia proprietaria l’immobile dell’ex Hotel Faro nella via Circuito di Torre Faro. Si tratta del luogo simbolo dell’opera Ponte, della via nella quale è prevista la grande torre siciliana del ponte a campata unica più lunga del Ponte. Il profilo più interessante è che l’immobile ricade addirittura nell’area di cantiere, dentro la quale, in considerazione delle necessità logistiche ed organizzative, qualunque attività dovrà ricevere l’autorizzazione della “Stretto”. Ma ciò non ha scoraggiato Nicotra che punta a riattivare al piano superiore la struttura recettiva, a realizzare in quello a terra un ristorante-pizzeria, non escludendo nemmeno un supermercato. Non si può dimenticare che si ricade dentro all’area di cantiere per eccellenza e che la “Stretto” e il Comune potrebbero dire no ad attività giudicate incompatibili, o magari richiedere per intero l’utilizzo della struttura per alloggi. «Certo i nostri piani potrebbero essere modificati – ammette Nicotra, presidente dell’Antiracket – ma questo è il rischio d’impresa che mi sono assunto». Visto dal punto dei messinesi, sono già cominciate all’Hotel Faro le manutenzioni ordinarie. Per le straordinarie, occorrerà ottenere i vari pareri. Sicuramente lo storico albergo-ristorante, vissuto tra il 1971 e il 2005, uscirà dall’abbandono e, in qualche modo, tornerà a una nuova vita. Alessandro Tumino – Gds