CALCIO: Svolta nell'inchiesta sul fallimento dell'Us Catanzaro, rimossi i sigilli a beni per 6 milioni

28 aprile 2011 Mondo News

Via i sigilli, tutto restituito ai legittimi proprietari. Il Tribunale del Riesame ha annullato con ordinanza di ieri il sequestro preventivo di beni per oltre 6 milioni di euro eseguito nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento dell’Us Catanzaro calcio, dichiarato dal Tribunale nel 2007. Su disposizione del gip Macrì, le Fiamme Gialle avevano messo sotto chiave disponibilità finanziarie, quote societarie, beni mobili e immobili. La decisione del Tdl è stata formalizzata ieri, dopo la discussione dei ricorsi degli avvocati di cinque dei sei indagati. Nell’indagine sono coinvolti Claudio Parente (54 anni, di Catanzaro), Massimo Poggi Madarena (60, di Catanzaro), Bernardo Colao (53, di Simeri Crichi), Giuseppe Ierace (50, di Locri), Domenico Cavallaro (50, di Roma) e Gerardo Carvelli (63, di Catanzaro), ma il Riesame ha esaminato le posizioni solo dei primi cinque. Agli indagati, tutti ex amministratori della società sportiva, vengono contestate a vario titolo le ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta patrimoniale. La presunta truffa – secondo la ricostruzione del pm Alberto Cianfarini – si sarebbe concretizzata nell’incasso risalente a giugno del 2007 di «contributi pubblici» ritenuti indebiti per 3 milioni 410mila euro da parte della Lega Calcio e di 536mila euro da parte della Provincia e del Comune; queste somme, secondo l’accusa, non sarebbero state erogate se i soggetti pubblici avessero avuto contezza della situazione di «decozione patrimoniale» dell’Us, così come viene definita dalla stessa Procura. Alla fine, sempre secondo la Procura, i quasi 4 milioni di euro sarebbero stati distratti in favore degli amministratori, ai danni di creditori e soggetti pubblici eroganti. Il problema, secondo gli indagati e i loro avvocati difensori, è che le somme indicate dalla Procura non sarebbero qualificabili come “fondi pubblici”, derivando dall’asserito rapporto privatistico fra Lega Calcio e società sportiva (in questo caso l’Us Catanzaro) e da contratti di sponsorizzazione sottoscritti con Provincia e Comune. Una tesi, quest’ultima, che insieme alle altre sostenute dal collegio difensivo ha evidentemente convinto il Tribunale del Riesame che ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo fondato proprio sull’ipotesi di truffa aggravata. Soddisfazione è stata espressa dai difensori degli indagati che hanno fatto ricorso al Tdl, cioè gli avvocati Armando Veneto, Annalisa Pisano, Salvatore Staiano, Bruno Ganino, Antonella Canino, Alessio Di Amato, Giuseppe Fonte, Antonietta Denicolò e Benedetto De Seta. Le motivazioni della decisione del Tribunale del Riesame (presieduto dal magistrato Pietro Scuteri) saranno rese note nelle prossime settimane, ma evidentemente la pronuncia di ieri dà una forte spallata alle tesi dell’accusa. Fra l’altro, in apertura di udienza davanti al Tdl i legali hanno depositato i contratti di sponsorizzazione e le relative fatture, con tanto di Iva, degli enti locali mentre per la Lega è stata esibita fattura relativa ai ricavi individuali provenienti dai diritti televisivi e dalle scommesse. Adesso si attendono le determinazioni del pm Cianfarini che, scaduti i canonici 20 giorni dalla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, dovrà formalizzare al gip le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. Giuseppe Lo Re – GDS