L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL'ON. DI PIETRO SUI FLUSSI DI RIFIUTI DALLA CAMPANIA ALLA DISCARICA DI MAZZARRA' SANT'ANDREA

Interrogazione a risposta scritta 4-11731
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
mercoledì 27 aprile 2011, seduta n.468

DI PIETRO. –
Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
– Per sapere – premesso che:

il settimanale Centonove, edito a Messina, nel n. 12 del 25 marzo e nel n. 13 del 1o aprile 2011, usciva in prima pagina rispettivamente con i seguenti titoli: «Pattumiera Sicilia» e «Rifiuti Pericolosi»;

secondo il settimanale, più di cinquecento tonnellate di rifiuti vengono trasportate giornalmente in Sicilia e conferite, all’insaputa dei cittadini e senza alcun controllo a tutela della salute e della legge, nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea (Messina), comune recentemente noto per la scoperta del più grande cimitero di mafia in Sicilia e attiguo ai comuni di Terme Vigliatore e di Furnari, i cui organi amministrativi sono stati sciolti per condizionamenti della criminalità organizzata, il primo dal mese di gennaio 2006 al giugno 2008, il secondo tutt’oggi retto da una commissione straordinaria;

il trasferimento dei rifiuti cosiddetti speciali nasce da un accordo tra Tirrenoambiente, gestore della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e la società pubblica Sap. Na. Spa;

ogni giorno, più di cento articolati della ditta fratelli Adiletta di Nocera Inferiore sono diretti in Sicilia provenienti dagli stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti (Stir) di Gugliano e di Tufino (Napoli);

i rifiuti solidi urbani, com’è noto, per poter essere trasferiti in altre regioni devono essere classificati come «speciali», cioè resi biostabilizzati;

per stessa ammissione di esponenti del governo regionale, la Sicilia ha una tale carenza di discariche da non escludere la necessità di trasportare i rifiuti fuori dalla regione;

per l’emergenza rifiuti, la regione Sicilia è stata dotata di un commissario straordinario nella persona del governatore regionale, Raffaele Lombardo;

gli stessi identici rifiuti sono stati mandati indietro dalla regione Puglia a seguito dei rilievi dell’A.R.P.A. che, a dispetto del codice tranquillizzante (19.12.12), con cui i rifiuti erano classificati, li ha ritenuti chimicamente «non esportabili in altre regioni»;

la Spagna sembra abbia rinunciato all’affare «per la difficoltà di sapere con certezza cosa contengono i rifiuti che escono dagli impianti di tritovagliatura»;

la legge n. 123 del 2008, all’articolo 3, secondo comma, dispone che ai fini delle successive fasi di gestione, detti rifiuti speciali sono sempre assimilabili alla tipologia dei rifiuti avente codice (20.03.01), quindi ai rifiuti solidi urbani; dunque non possono veicolare da una regione all’altra senza un accordo tra le stesse regioni;

il pesante transito degli articolati provenienti dalla Campania viene ad aggiungersi a quello, di per sè insostenibile, degli autocompattatori provenienti da tutta la provincia di Messina, e confluisce ad imbuto sul territorio dei comuni di Falcone e di Furnari nonché, interamente, sul comune di Terme Vigliatore;

le amministrazioni locali e le associazioni culturali ed ambientaliste del comprensorio hanno sempre contestato l’ubicazione della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, posta al confine dell’omonimo torrente e non molto distante da altri comuni: Tripi, Novara di Sicilia, Rodi Milici, Furnari, Terme Vigliatore;

le popolazioni vivono, al limite dell’esasperazione, per tutte le conseguenze negative sui flussi turistici (Portorosa, Terme, e altri) e, soprattutto, per le conseguenze sulla salute e sulla sicurezza, senza dubbio minacciate dalle scie di percolato, dagli odori pestilenziali, dal transito incontrollato di centinaia di autocompattatori e di autoarticolati;

a nulla fino ad oggi sono valse le denunce alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto (fascicolo n. 563/03 R.G.N.R.), interrogazioni parlamentari (la n. 4-11226 datata 11 ottobre 2004 – firmatario onorevole Nichi Vendola), il blocco stradale effettuato da manifestanti in data 8 aprile 2008, la petizione popolare datata 20 ottobre 2004 e, recentemente, una ulteriore denuncia alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto del 15 febbraio 2010 a firma del segretario provinciale P.R.C., professor Filippo Giunta, in fase di indagini preliminari (procedimento n. 268/2010) per accertare la pericolosità dei sottopassi delle frazioni di Vigliatore, di San Biagio e di Terme nel comune di Terme Vigliatore, e se le opere realizzate dalle R.F.I. costituiscano pericolo per la pubblica incolumità;

in particolare, con riferimento al sottopasso della frazione di Vigliatore, dove confluiscono autocompattatori ed autoarticolati, il tecnico incaricato dalla procura della Repubblica giunge a questa netta conclusione: «Quindi, con le caratteristiche che ha questo sottopasso, esiste il concreto rischio che si possano verificare incidenti soprattutto tra veicoli pesanti (…)»;

sulla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, la commissione Pecorella si pronuncia in questi termini: «negli ultimi due anni uno degli affari più importanti dal punto di vista del settore della gestione e dello smaltimento dei rifiuti, è stato quello della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, discarica che per una serie di ragioni è stata deputata a servire le esigenze di smaltimento rifiuti della maggior parte dei Comuni della Provincia di Messina. Proprio con riferimento alla discarica di Mazzarrà sarebbe emersa una sorta di gestione non ufficiale da parte della mafia barcellonese»;

come risulta da atti amministrativi del comune di Terme Vigliatore, le strade dove transitano tutti gli automezzi (realizzate dalla R.F.I.) «da» e «per» la discarica «non sono collaudabili e che tale inadeguatezza e pericolosità è peraltro comprovata dai frequenti incidenti anche mortali che si verificano con frequenza nonché dalla circostanza che l’A.N.A.S., quale ente proprietario della strada statale 113, rifiuta di riceversi la consegna dei sottopassi, in quanto privi dei requisiti prescritti»;

lo stesso direttore dei lavori, dottor ingegnere Giuseppe Barbagallo, nella nota del 16 ottobre 2008, DL n. 275/08, precisa che le caratteristiche geometriche delle strade sono adeguate al traffico locale e al punto 7 che l’A.N.A.S. ha difficoltà a prendere in consegna le suddette strade in quanto le stesse non sono conformi agli standard previsti per le strade statali essendo state progettate per altre finalità;

tale condizione di inagibilità e di pericolosità è reiterata, in maniera sempre più allarmante, nella nota sindacale protocollo n. 1126 del 23 marzo 2011 dove, senza mezzi termini, si legge: «sugli svincoli in località S.Biagio e Vigliatore è stato dirottato tutto il traffico, un tempo sopportato dalla S.S. 185 e dalla S.S. 113. Tuttavia le strade in questione non erano – e non sono – adeguate al transito per tutta una serie di ragioni: per il loro andamento estremamente curvilineo ed involuto, per la ristrettezza della carreggiata (considerata la tipologia del traffico prevalente, ossia autocompattatori in transito “da” e “per” la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea), per la mancanza di marciapiedi (…)»;

né nel decreto di scioglimento del comune di Terme Vigliatore (23 dicembre 2005) né nella stessa relazione redatta dalla commissione d’accesso, né in alcun atto della commissione straordinaria che ha retto il comune di Terme Vigliatore per ben trenta mesi, vi è il benché minimo riferimento ai lavori connessi al tracciato ferroviario che, com’è noto, hanno scatenato una guerra di mafia nel comprensorio per accaparrarsi subappalti e commesse -:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto sopra riferito;

quali provvedimenti e/o iniziative di competenza intendano mettere in atto per tutelare la salute e la sicurezza delle popolazioni interessate;

se non si intenda, stanti le evidenti omissioni, che gettano pesanti ombre sulle istituzioni, effettuare un apposito accertamento sui flussi di rifiuti ricordati in premessa e presso la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea (ME) per il tramite del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente al fine di verificare la sussistenza di comportamenti illegittimi o illeciti. (4-11731)