L'OMBRA DEI LAVORI DEL PONTE: Panoramica, un massimo di 27 tir ogni ora. Annunziata alta, salita Papardo e svincolo di S. Filippo tra gli snodi chiave, i correttivi proposti da Eurolink

29 aprile 2011 Cronaca di Messina

Il Comune accende i fari su una parte chiave, non l’unica certamente, del progetto definitivo per la costruzione del Ponte sullo Stretto che, intanto, è globalmente all’esame del CdA della società Stretto. Si tratta del complessivo Piano della viabilità legato all’apertura e gestione dei futuri cantieri, siti di deposito e prestito, cave, impianti di betonaggio. All’interno dei faldoni che il dirigente dell’ufficio Grandi opere, ing. Caminiti, ha trasmesso al dipartimento Mobilità, coordinato dall’ing. Manna, grandissimo interesse presenta l’Analisi trasportistica della rete stradale siciliana interessata dai nuovi flussi di traffico. Concentriamo l’attenzione su numeri e previsioni, riguardanti alcune fondamentali arterie cittadine e snodi autostradali della tangenziale. Anzitutto la conferma: il numero più alto di mezzi pesanti spetterà alla nuova Panoramica. «Il massimo flusso veicolare – recita la premessa – si prevede sul tratto della strada “Panoramica dello Stretto” compreso tra lo svincolo per la salita Papardo e lo svincolo per Fiumara Guardia, ed è pari a 27 mezzi pesanti per ora e per verso». A fronte dell’ipotesi attualmente vigente 16 ore giornaliere, si tratterà di 432 tir al giorno in aggiunta alla normale circolazione, oggi quasi esclusivamente automobilistica, della Nuova Panoramica. Seguono, ambedue con un massimo di 22 camion in più nell’ora di punta, il tratto della Tangenziale compreso tra gli svincoli Gazzi e Centro e lo svincolo di San Filippo. Ma vediamo la prima riflessione. «Nel complesso – sostiene il raggruppamento Eurolink – i flussi di traffico aggiuntivi costituiscono un aggravio trascurabile per la rete stradale cittadina. Quest’impostazione viene motivata con gli esempi. Restando sul tratto “Papardo-Guardia”, in base ai rilievi effettuati, «le auto in transito nell’ora di punta del mattino sono circa 600 in direzione di Messina e circa 200 in direzione di Ganzirri, e corrispondono ad un’occupazione della capacità di trasporto dello stesso tratto, rispettivamente del 25 e dell’8 per cento. Seguendo Eurolink e l’equivalenza 3 auto-1 tir, i 27 mezzi pesanti “portati” dal Ponte nell’ora di punta, commutabili in 81 auto aggiuntive per senso di marcia, faranno lievitare il traffico rispetto alla pura “capacità di trasporto” dal 25 al 28 per cento in direzione di Messina e dal 6 al 12 per cento verso Ganzirri. Ma, geometrie a parte, è evidente che a determinare rischi per la circolazione e appesantimenti del traffico, bastano i limiti di un incrocio o di uno snodo. E che problemi e rischi, inevitabilmente nasceranno con il transito, pur “massimo”, di 27 tir all’ora. D’altronde è la stessa analisi trasportistica di Eurolink a focalizzare correttamente la delicatezza di talune strade ed incroci, e ad anticipare già quali potrebbero essere i correttivi, talora anche piccole bretelle stradali, da realizzare d’accordo con il Comune. Ma prima di entrare nel merito, un’altra annotazione di Eurolink: «le lavorazioni sono state considerate tutte contemporanee, per cui anche i flussi di mezzi pesanti. Questa ipotesi di lavoro è stata assunta – spiegano i progettisti – perché ha il vantaggio di rendere le verifiche di impatto sulla circolazione indipendenti dalle eventuali modifiche nell’articolazione temporale dei lavori». Si è sempre messo in conto, insomma, il quadro più critico: la contemporaneità incessante di tutti i 9 cantieri cittadini. Vediamo, dunque, come vengono risolte due delle maggiori criticità: la salita Papardo e l’Annunziata alta. «In prossimità delle aree di cantiere – si legge – vi sono due grandi poli di gravitazione della mobilità, costituiti dall’ospedale Papardo e dall’Università i quali possono determinare, in determinate ore e in particolari periodi dell’anno, la congestione del nodo complessivo via Torrente Sperone– salita Papardo– via Panoramica. Non si tratta della quantità di mezzi ma dei problemi causati dai «flussi di svolta alle intersezioni: i tratti stradali interessati sono molto brevi e gli incroci piuttosto ravvicinati». E ancora: «i servizi con pullman GT dedicati agli studenti effettuano la fermata (o la sosta) a ridosso dell’uscita dalla Panoramica in direzione sud-nord». E il progetto definitivo propone: «È opportuno prevedere, di concerto con l’Amministrazione locale, un insieme organico di interventi che unisca scelte di natura normativa-organizzativa a limitate opere infrastrutturali (pensiline, guard-rail, isole spartitraffico) per fluidificare le manovre di svolta nelle zone critiche». Un vero intervento infrastrutturale, non costoso, è previsto per evitare il caos del traffico all’Annunziata alta: «Per sottrarre all’intersezione tra viale Annunziata, via Santissima Annunziata e via del Fante, i flussi di camion diretti dalla via SS. Annunziata a via Campo Italia o a via Palatucci, e viceversa», Eurolink propone un collegamento diretto tra le via Santissima Annunziata e Palatucci mediante il completamento e l’utilizzo di una stradella già esistente ma racchiusa nel cantiere per lo svincolo di Annunziata. Un obiettivo vitale: «l’intervento permetterà di evitare il transito dei tir davanti all’Istituto Elio Vittorini», che è scuola materna, elementare e media, coi tipici problemi di viabilità e orari di punta che già affliggono le famiglie. Alessandro Tumino – GDS

Nove i cantieri
Per la realizzazione di tutte le opere previste dal progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, nel territorio comunale di Messina è prevista l’apertura di 9 cantieri. Tre cantieri serviranno alla realizzazione delle fermate ferroviarie metropolitane di viale Europa alto, viale Annunziata e salita Papardo Cinque cantieri,tutti in ambito extraurbano, saranno aperti per la costruzione di altrettante gallerie stradali ed una per la realizzazione della galleria ferroviaria ubicata a Contesse. Nello scacchiere dei flussi quotidiani dei tir rientreranno altresì le attività di sette cave di deposito, tre cave di prestito e cinque siti di betonaggio di cui uno ospita due impianti.