TAORMINA: Il suicidio di Maurizio Russo appare sempre più un omicidio abilmente camuffato. Un fotogramma proverebbe che nel pomeriggio in cui scomparve l'imprenditore non era solo sul furgone

29 aprile 2011 Cronaca di Messina

Nuovi inquietanti elementi smontano la tesi del suicidio di Maurizio Russo, l’imprenditore taorminese trovato morto il 21 aprile scorso nelle campagne di Randazzo, in contrada Pirao. Del caso è tornato ad occuparsi “Chi l’ha visto”, e anche il programma di Raitre ha evidenziato il mistero sempre più fitto sulla fine del giovane e onesto costruttore che era scomparso nel nulla il 24 marzo ed il cui corpo è stato rinvenuto un mese più tardi, nove ore dopo l’appello in tv della moglie Loredana. Molte cose non tornano e tanti indizi fanno pensare ad un delitto o forse a un’istigazione al suicidio. Maurizio potrebbe essere stato suicidato. Rimane il più stretto riserbo sul contenuto dei due biglietti trovati nelle tasche di Russo: uno, di poche righe, conterrebbe delle scuse verso la famiglia, l’altro scritto è stato secretato poiché ci sarebbero «elementi importanti per le indagini». A Taormina nessuno crede più all’ipotesi del suicidio. In attesa degli esiti dell’autopsia, la scenario apparso agli occhi degli inquirenti giovedì 21 aprile, in una sperduta zona del Catanese, appare sempre più costruito ad arte. Maurizio è stato trovato in un podere che, per altro, era chiuso da un cancello. Il filmato della telecamera che ha ripreso il “Caddy” di Maurizio al km 207 della statale 120 a Piedimonte, non mostra soltanto l’elemento marginale dello sportellino del carburante aperto. Il dettaglio importante, di cui si è avuta notizia solo in queste ore, è un altro: nelle immagini si noterebbe, infatti, un’ombra che potrebbe somigliare ad un braccio appoggiato al finestrino del passeggero, e un riflesso di luce che fa pensare al sole che batte sul quadrante di un orologio portato a sinistra. C’era quindi qualcuno con Maurizio quel pomeriggio del 24 marzo? E se la risposta è affermativa, chi è l’uomo seduto accanto a lui sul “Caddy?”. Qualcuno ha accompagnato Maurizio nella strada verso Randazzo? Altri elementi che suscitano inquietudine. Il filo di ferro utilizzato nell’albero per fare il cappio, era stato fissato ad un ramo basso. Poi il filo è stato fatto salire fino ad una biforcazione all’altezza di due metri e poi fatto ridiscendere. Una manovra difficoltosa e inutile per chi vuole impiccarsi. La cosa più pratica sarebbe stata quella di legare il filo al grosso ramo dove vi è la biforcazione. Se invece si doveva sollevare un corpo allora sì che vi sarebbe stata la necessità assoluta di usare il passaggio della biforcazione, e poi, una volta sollevato, fissare il filo di ferro al ramo più basso. Molti elementi fanno così pensare che qualcuno abbia ucciso Maurizio e poi inscenato il suicidio. “Chi l’ha visto” non ha risparmiato perplessità sull’andamento delle indagini e i rilievi nel luogo del ritrovamento. «Abbiamo preso le sigarette – afferma il giornalista Walter Rizzo – e le abbiamo sigillate per consegnarle eventualmente agli investigatori. Qui la scientifica non è mai venuta e neppure gli esperti del Ris. Accanto al punto dove era parcheggiato il furgone, c’era un pacchetto vuoto con delle sigarette, della stessa marca fumata da Maurizio. A circa due metri si trovavano decine di mozziconi. Alcuni sono recenti, altre invece sono vecchie di parecchie settimane. Lì per un mese e mezzo non ci è andato nessuno. Le cicche vecchie sono oltre venti, alcune a filtro giallo come quelle fumate da Maurizio, altre invece a filtro bianco. Maurizio però non fumava mai sigarette di marca diversa». «In quel podere – sempre secondo quanto detto nel servizio televisivo – c’è una parte del terreno pulito e senza mozziconi. In un’altra zona ce ne sono invece tanti. È come se qualcuno avesse atteso in questo posto, fumando nervosamente. Ma le sigarette a filtro bianco non sono di Russo. E di chi sono? Chi è venuto a fumare accanto al furgone di Maurizio?». Ed ancora: «c’è anche il mozzicone di un sigaro toscano e un blister di medicinali: un farmaco che si vende solo dietro prescrizione medica e si usa per la cura del diabete. Maurizio non era diabetico. A chi appartiene quel farmaco e quando è stato lasciato lì?». Il furgone si trovava a 50 metri dal corpo di Maurizio Russo, parcheggiato in un punto perfettamente visibile sia dall’alto che dalla strada. Ma per un mese nessuno lo ha visto. Una vera disdetta. Oppure no? Emanuele Cammaroto – GDS